Valentina, energia pura dal Venezuela

Valentina, energia pura dal Venezuela
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Valentina, vent’anni.

Professione: animatrice nel Bagno Roma, a Cesenatico. Sì, di quelli che vengono a chiederti se partecipi al torneo di bocce o all’aperitivo con lotteria. Volto solare ed abbronzato; ci credo, sempre in spiaggia, al sole…!

Il suo forte accento lombardo suggerisce la domanda, scontata: “Tu non sei romagnola, vero?”

La risposta è meno scontata: “No, sono venezuelana!”.

Grande vitalità e molta pazienza, doti necessarie per tenere a bada un manipolo di bimbi, e la loro energia inesauribile, tra castelli di sabbia e baby dance. E poi le signore che sperano di smaltire con il risveglio muscolare quei deliziosi, e abbondanti, spaghetti ai frutti di mare…

 La madre di Valentina è avvocato, ci racconta, nel 2007 ricevette una proposta per un incarico all’Ambasciata venezuelana a Milano, e decise di partire dalla sua cittadina nei dintorni della capitale Caracas, con la sua bambina. Aveva sei anni, e per fare in modo che imparasse meglio la lingua italiana, decisero di iscriverla alla prima classe, in scuola primaria. Arriva la scuola media, poi le superiori, scuola di grafica, di cui si sta preparando a frequentare l’ultimo anno.

Valentina cresce, ormai ha vent’anni e il Venezuela è un ricordo, ma non rinuncia a parlarne, con un pizzico di quella rabbia tipica dei ventenni. “Nel Paese, dice, non esistono elezioni, quelle ufficiali sono una presa in giro. Oggi il presidente è l’ex autista di Chavez, figuriamoci!”.

Ci racconta anche di come oggi in Venezuela la situazione sociale apparentemente sia più tranquilla: molti trafficanti hanno ritenuto più produttivo andare all’estero per i loro affari e quindi, almeno da questo punto di vista, la quotidianità ne ha guadagnato. Ma quello che era uno Stato ricco, pieno di risorse anche petrolifere, oggi è gestito male e riuscire a lavorare e guadagnare, soprattutto se lo si vuole fare senza compromessi ed onestamente, è sempre più difficile. Sotto Maduro mancano generi di prima necessità, ma soprattutto mancano la sicurezza, la serenità, la libertà.

Valentina non ha ancora la cittadinanza, come tanti, troppi ragazzi italiani figli di stranieri. Ma attende con fiducia. Lei si sente italiana a tutti gli effetti, una ragazza milanese come tante, dal sorriso aperto.

Sua madre ha sei fratelli, sparsi per il mondo. Dall’Australia alla Cina, dove uno zio si occupa di architettura e di grafica e rimanda l’immagine di un Paese in grande espansione ma con molta corruzione e troppi “intoppi” ai diritti civili.

La vita di Valentina ormai è qui, questo è il suo Paese, oggi, e lei, come tutti i suoi coetanei, conduce la sua vita tranquillamente, studiando e lavorando.

Sono loro, i ventenni, il futuro del nostro Paese, e dobbiamo prendercene cura, da qualunque famiglia o Paese provengano.

Perché sono il nostro futuro. Tutto qui.

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