“Buona volontà ed entusiasmo sono le nostre uniche armi”

“Buona volontà ed entusiasmo sono le nostre uniche armi”
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Il lavoro dei volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Pinerolo

Verso la fine dell’Ottocento, con l’Unità d’Italia e la conseguente caduta dei limiti imposti dai vari Stati, fra i cittadini tornava a diffondersi una coscienza associativa. Fiorivano le Società di Mutuo Soccorso, che garantivano assistenza alle famiglie dei propri associati. Fondamentali in questo campo furono le leggi del 1885 e del 1886. Anche l’Arma dei Carabinieri sentiva l’esigenza di offrire assistenza alle famiglie dei militari in congedo. Nacque il 1° marzo del 1886, a Milano, la “Associazione di mutuo soccorso fra congedati e pensionati dei Carabinieri”, seguita da molte altre, che nel 1926 si riunirono in un’Associazione Nazionale. Attraverso diverse trasformazioni (e una guerra mondiale) si arrivò all’attuale “Associazione Nazionale Carabinieri”, approvata dallo Stato nel 1956.

Oggi siamo in compagnia di Michele Ghivarello, che ci racconterà qualcosa sul lavoro dei volontari dell’Associazione di Pinerolo.

Chi sono i componenti dell’Associazione?

L’Associazione è composta da Carabinieri in congedo, da Carabinieri di leva, come me, oppure da gente che ha fatto la carriera nell’Arma e oggi è in pensione. Poi ci sono i famigliari: figli, mogli, mariti. Infine i simpatizzanti, che vengono accolti dopo averne esaminato le reali intenzioni. Se ci accorgiamo che la persona non è affidabile, non la ammettiamo in associazione.

Quando è nata l’Associazione?

 Dopo la riforma del Terzo Settore del 2017, essendo una “Associazione d’Arma” e facendo parte della Associazione Nazionale Carabinieri, non potevamo più fare attività di volontariato. Siamo quindi diventati OdV, con un nostro statuto. Ogni volontario, anche chi non è mai stato Carabiniere, cioè i famigliari e i simpatizzanti, è obbligato ad iscriversi all’Associazione Nazionale Carabinieri. Abbiamo ad esempio un’infermiera, che svolge il servizio con noi, e in periodo di pandemia serve.

Di che cosa vi occupate?

Assistenza alla popolazione, supporto alle autorità locali in caso di eventi come il Carnevale in strada, per il passaggio dei carri, oppure la 10mila degli Acaja, quando si faceva, o il Giro d’Italia, o comunque la gara ciclistica locale. Per esempio, siamo stati utili in occasione dei funerali delle vittime del crollo del ponte Morandi, a Genova, del cui Comitato è Presidente la pinerolese Egle Possetti. Per tutte queste manifestazioni, noi facciamo da “transenne” umane, cerchiamo di mantenere ordine e di evitare situazioni pericolose. Da qualche anno collaboriamo anche con l’AISM, con la nostra presenza in piazza in occasione delle giornate nazionali per la vendita benefica di gardenie e ortensie, in favore dei malati di Sclerosi Multipla. Stiamo lavorando molto, in questo periodo, per tutte le operazioni riguardanti la pandemia, inoltre facciamo servizio di fronte al Liceo Porporato, per evitare assembramenti e invitare i ragazzi a portare la mascherina. Infine, siamo sempre nella piazza del mercato, il mercoledì e il sabato.

Avete anche compiti di protezione civile?

No, non è nel nostro Statuto. Possiamo fornire appoggio alle autorità locali, supporto nel caso di eventi sportivi o culturali, oppure in caso di incidenti o eventi naturali, come quando un’alluvione aveva devastato la frazione di Brandoneugna, a Perosa, mi pare cinque anni fa, e i nostri volontari facevano servizio lungo la strada per bloccare le automobili, potevano passare soltanto i residenti. Siamo quindi chiamati esclusivamente in caso di calamità naturali.

Ma il vostro compito è perciò limitato? Se vi accorgete di qualche illecito, non so, viene in mente lo spaccio, magari davanti alle scuole, non fate nulla?

No, non possiamo intervenire, non possiamo sostituirci alle Forze dell’Ordine. Portiamo sulle spalle un nome pesante, ma non possiamo fare nulla, anche se tra noi ci sono marescialli e vicebrigadieri che lo hanno fatto per tutta la vita: resta un bel ricordo, ma nulla di più. Al massimo possono darci la paletta per dirigere il traffico.

Il vostro gruppo opera sul territorio di Pinerolo?

Sì. Non siamo tutti di Pinerolo, qualcuno viene dai dintorni, come me, ma operiamo qui. Collaboriamo con i nostri amici del gruppo di Cumiana: i loro volontari vengono ad aiutarci quando abbiamo bisogno di coprire un certo numero di persone, e viceversa. Proprio con il Comune di Pinerolo siamo in attesa di firmare una nuova convenzione. Ma la nostra attività si estende sul territorio: ad esempio un altro evento sportivo molto bello è la “4000 gradini” del Forte di Fenestrelle. Qualcuno di noi ai parcheggi, i più volenterosi li spedisco su per le scale (e mica i più giovani!), magari a tenere in mano una torcia per quando arrivano i concorrenti. Collaboriamo anche con Cavour: la “Corsa della Befana” intorno alla Rocca, o “Tuttomele”. Oppure con Pragelato, in occasione della ciaspolata per andare al Sestrière, un paio di ponti da sorvegliare: un freddo…

Come sono organizzati i vostri servizi, avete un calendario sul lungo periodo?

Sì, certo, anche perché dobbiamo valutare se possiamo svolgerlo. La richiesta ci arriva da Comuni, Pro Loco, associazioni varie, e noi ci regoliamo: se ci chiedono di “fare i buttafuori” rispondiamo assolutamente di no. Non metto i miei compagni in situazioni che rischiano di diventare critiche. Abbiamo fatto servizio per la Fiera dell’Artigianato, insieme al nucleo di Protezione Civile di Torino, oppure eventi musicali come nel 2017 per il concerto di Gen Rosso e Gen Verde al Palaghiaccio, in cui eravamo di servizio alle porte antincendio, pronti a far defluire il pubblico in caso di problemi. Oppure nella celebrazione della “Maschera di Ferro”, e in tutte le corse ciclistiche. Questo è il tipo di servizi che possiamo svolgere.

Ma se vi trovate, poniamo al mercato, in situazioni di illegalità come uno scippo, non potete intervenire? Se il borseggiatore vi passa accanto, seguito dalle urla “Fermatelo!”, non potete fare niente?

No, non possiamo. Siamo cittadini qualunque, e se lo facciamo possiamo essere denunciati per sequestro di persona, come chiunque. È capitato di trovare un portafogli, che abbiamo riportato al proprietario. Succede che qualcuno si senta male, e dopo aver chiamato l’emergenza, abbiamo tenuto lontano i curiosi per agevolare il soccorso. Non siamo in grado di operare arresti.

Certo, è comprensibile che non possiate arrestare nessuno, ma per esempio, se al mercato o fuori dal liceo la gente si rifiuta di ascoltare il vostro consiglio di indossare la mascherina, voi non potete quindi agire? Se scoppia una rissa tra i ragazzi?

No. Abbiamo precise istruzioni di chiamare la Polizia Locale, che può intervenire in modo adeguato. Per adesso, ci prendiamo il “vaffa” e poi la gente obbedisce, anche se malvolentieri. Se i ragazzi si azzuffano, gridiamo loro qualcosa, ma non interveniamo, perché rischiamo anche di prendercele senza motivo, dato che questo non rientra tra i nostri compiti.

Ma quindi a cosa serve, un servizio di questo tipo?

È un servizio d’ordine, svolto da comuni cittadini. È come se ci fossero gli Alpini, è lo stesso servizio. Ripeto il concetto: siamo “transenne” umane, nulla di più. Quando il mercato era contingentato, nel periodo peggiore della pandemia, ce ne siamo sentite dire di tutti i colori, persino insulti, ma non potevamo fare nulla.

Perciò niente armi?

Per carità! Non è che, siccome dietro la giacca abbiamo scritto “Carabinieri” siamo legittimati a tutto, se avessimo scritto “Amici della montagna” sarebbe la stessa cosa.

Quanti siete?

Circa trenta, ma sempre disponibili sono soltanto una quindicina, sono soprattutto i pensionati. Io stesso, avendo un lavoro, svolgo il servizio quando posso. Organizzo i servizi e li trasmetto a Torino tutte le settimane, perché devono essere a disposizione della Regione. Non siamo in tanti, ma va bene così. Da quando siamo ripartiti, nel 2019, abbiamo avuto la pandemia, se no qualcosa in più avremmo fatto, però va bene così, riusciamo a gestirci bene.

Siete impegnati tutti i fine settimana?

Prima della pandemia, sì. Oggi un po’ meno. Qualcuno va alla messa nella Chiesa di San Rocco, per prendere la temperatura alle persone. Inoltre siamo impegnati come autisti nel periodo in cui vengono a Pinerolo i bambini bielorussi. L’associazione Bucaneve utilizza i nostri servizi per portare i bambini in piscina o in montagna, e anche per la cena al castello di Osasco, dove ci sono sempre almeno cinquecento persone da gestire.

Avete dei progetti?

Sì, mi piacerebbe creare un distaccamento di Protezione Civile qui a Pinerolo. In effetti c’era, ma ha avuto vicende che lo hanno portato prima ad una scissione, poi allo scioglimento. Il vecchio nucleo è stato incorporato in quello di Torino. È in progetto, anche da parte della direzione torinese, e se ne parlerà presto. Per il momento, l’area pinerolese è ben gestita dagli Alpini, dai gruppi AIB che sono molto ben organizzati: durante l’alluvione del 2008 hanno fatto un gran bel lavoro.

Fornite anche assistenza a disabili?

Purtroppo no. Ci è stato richiesto, ma occorrerebbero mezzi attrezzati in modo adeguato. Per il momento non abbiamo alcun veicolo, dobbiamo arrangiarci. Per ora abbiamo le radio, la sede e tanta buona volontà (ride). Stiamo frequentando alcuni corsi. L’ultimo è stato quello gestito dal Comune di Pinerolo per la formazione di quattro addetti antincendio, e stiamo organizzando quello per il primo soccorso, facendo attenzione alle restrizioni in atto per la pandemia. Sarà gestito da uno dei nostri iscritti, istruttore PADI, abilitato a tenere corsi di BLS e DAE, il defibrillatore. Ne abbiamo bisogno per servizi come quello al mercato, è necessario avere questo tipo di qualifiche.

Per concludere, buona volontà ed entusiasmo sono le vostre “armi”…

Certo, i ranghi sono ridotti, anche per l’abolizione della leva obbligatoria: di carabinieri ausiliari non ce ne sono più.

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