La Libellula attraversa la tempesta danzando

La Libellula attraversa la tempesta danzando

Il lavoro che AnLib svolge con donne che vivono situazioni di fragilità estrema è encomiabile, anche perché il loro obiettivo è ridare dignità e autostima a donne ferite e in difficoltà. La mia massima solidarietà e appoggio alle volontarie e al direttivo, da sempre collaborativo e disponibile al confronto con l’amministrazione e la rete di associazioni”. Le parole di Lara Pezzano, assessora alle politiche sociali per il Comune di Pinerolo, descrivono in sintesi e con chiarezza l’attività dell’associazione AnLib, che riunisce donne del territorio pinerolese animate dal desiderio di sostenere altre donne a rischio di emarginazione sociale, con particolare attenzione alle vittime di violenza e di tratta degli esseri umani, e a chi vive la fatica legata agli eventi migratori. Già, sono tutte donne, quelle che si danno una mano: forse è un segnale che dovremmo prendere in considerazione, per migliorare il nostro comune futuro. AnLIB è l’acronimo di Anime Libere e indica la meta di autonomia e autodeterminazione che è la destinazione di ogni iniziativa e progetto intrapresi.

L’associazione è nata nel 2011, quando una donna di origine nigeriana ebbe bisogno di aiuto. Vittima di tratta, poi di violenza domestica e priva di permesso di soggiorno, si era anche avvicinata all’alcolismo: era difficile inserirla in qualsiasi progetto istituzionale. Un gruppo di amiche, di Pinerolo e dintorni, con la collaborazione di una donna a sua volta uscita da un percorso molto simile, decise di organizzare un concerto di raccolta fondi. Il ricavato fu investito in un progetto di aiuto a donne fuggite dalla schiavitù della tratta e permise anche di avviare un lungo percorso per far ottenere alla donna documenti regolari per poter essere ospitata in una comunità terapeutica.

Dopo il successo di questo primo impegno, il gruppo di amiche decise di proseguire nel fare comune, trovando nuovi progetti per sostenere le vittime non solo di tratta, ma di qualsiasi abuso, come ad esempio le violenze in casa. Il sostegno consiste in accoglienza, inserimento socio-lavorativo, accompagnamento psicologico, iniziative di sensibilizzazione, borse di studio, aiuto nell’apprendimento della lingua italiana o per superare esami scolastici e professionalizzanti, accompagnamento nei percorsi burocratici e istituzionali per ottenere documenti, richiedere aiuti economici o l’assegnazione di una casa popolare. Molte donne si sono rivolte ad AnLIB, sia italiane, sia straniere: ognuna è coinvolta in varia misura nella vita delle volontarie, che ritengono importante aprirsi alle relazioni e all’incontro, a livelli sempre più profondi, che danno valore allo stare assieme e alla cura, oltre che all’aiuto. Ogni tanto vengono organizzate serate conviviali, quali cene o aperitivi: per le donne, i loro familiari e tutti gli altri assistiti, sono occasioni per socializzare, e rappresentano un’opportunità di migliorare ulteriormente l’integrazione.

Erica e Caterina sono le due volontarie che ci illustrano il grande lavoro del direttivo e delle socie, una ventina, di questa associazione. Erica è una studentessa di Diritto Internazionale e Caterina frequenta l’ultimo anno del liceo classico. Entrambe fanno parte di “GiovAnLIB” un gruppo di ragazze attivo da diversi anni all’interno dell’associazione, nato dal lavoro che AnLIB ha svolto all’interno del Liceo Porporato di Pinerolo. Il gruppo si occupa delle bancarelle solidali, ma soprattutto dell’assistenza ai figli delle famiglie assistite, seguendoli nello studio e nei compiti a casa. Sostegno importante, considerata la complessità del processo formativo nella realtà che essi condividono con gli altri ragazzi, seppur influenzati da lingua, usanze, cultura e modo di vivere delle famiglie di origine. Un accompagnamento che rappresenta quindi per loro un punto di riferimento sostanziale, contribuisce all’integrazione e vede la buona collaborazione degli interessati. 

Tra le attività degli inizi spicca senz’altro quella dell’AnLIB atelier, un progetto pilota di sartoria, realizzato in collaborazione con Giampiero Capitani, creatore di capi d’abbigliamento di alta sartoria e docente all’Istituto europeo di Design di Torino, finanziato dalla Clinica Dentale Cappellin. Nella sartoria hanno lavorato alcune donne assistite, confezionando una linea di abbigliamento in edizione limitata. Le stesse donne hanno realizzato anche una collezione di accessori in vetro e feltro, in collaborazione con Chiara Rosino e Lorena Signori del Laboratorio Artistico Artigianale di Pinerolo. Il logo della linea di abbigliamento era quello della stessa associazione, una libellula, scelto quale simbolo di leggerezza, di cambiamento, e quindi di libertà.

Come detto, i passi fatti da AnLIB sono diversi: importante ad esempio è stata l’organizzazione di un concorso letterario nazionale a tema “Accolto”. Molto intensa è stata, poi, la promozione e partecipazione all’attività di realtà associative che si occupano dei braccianti al lavoro nelle campagne di Saluzzo, che ha permesso la conoscenza di situazioni raccapriccianti: lavoro in nero, discriminazione ed illegalità ancora irrisolte. Un’esperienza illuminate e formativa sotto vari punti di vista, che Anlib ha portato nelle scuole del pinerolese, dando voce ai protagonisti.

        Molte le iniziative di sensibilizzazione. I frequenti incontri nelle scuole superiori, hanno lo scopo di rendere i ragazzi consapevoli che le donne che vediamo sulle strade italiane non scelgono liberamente di prostituirsi, ma sono vittime di tratta, sono schiave costrette a farlo. Sono inoltre stati organizzati incontri che agevolano il confronto e la condivisione sui temi della parità e della violenza di genere, della sessualità, del contrasto al razzismo, anche in collaborazione col progetto “MiFidoDiTe”, promosso dalla Diaconia Valdese.

Diverse le mostre fotografiche allestite: “RE-Sisters”, su donne attiviste in vari paesi del mondo e “Mai più schiave”, sulla tratta delle ragazze nigeriane. Inoltre, conferenze in collaborazione con altre associazioni del territorio, ed incontri pubblici con giornalisti come Luca Rastello, attivo nel campo della cooperazione internazionale e l’inviato di guerra Domenico Quirico, liberato dopo il sequestro in Siria. Ricordiamo poi l’organizzazione di un concorso letterario nazionale a tema “Accolto”.

Moria, il campo profughi

Tra i progetti più recenti, segnaliamo il sostegno economico ai profughi del campo di Moria 2, sull’isola di Lesbo, in Grecia, allestito dopo l’incendio dello scorso settembre, sviluppatosi nel campo preesistente. L’aiuto, che sicuramente continuerà in futuro, è stato fornito grazie al contatto con la volontaria Nawal Soufi, giovane donna italo marocchina, assistente sociale che opera lì come attivista per i diritti umani. Fra i sogni che invece rimangono chiusi nel cassetto, c’è poi un progetto di recupero funzionale della Certosa di Motta Grossa, a Riva di Pinerolo, il monastero abbandonato nel 1998 e oggi in balia di un degrado senza fine. L’associazione AnLIB ha istituito un Comitato di Scopo, che ha prodotto uno studio di fattibilità finanziato dalla Compagnia di San Paolo, ma purtroppo sono mancate in seguito le condizioni e la volontà politica di portare avanti tale progetto.

AnLIB non ha dipendenti professionisti di fundraising e si basa unicamente sul volontariato, perciò risulta molto difficile avere accesso a fondi pubblici. L’associazione ha partecipato ad alcuni bandi, ottenendo contributi da istituti bancari e altre organizzazioni, ma la maggioranza delle risorse è pervenuta da contributi privati e iniziative solidali: spettacoli teatrali, cene di beneficenza o altro genere di raccolte solidali, come l’annuale “Biscotteria del cuore” che prevede la vendita di baci di dama realizzati nel periodo natalizio in collaborazione con l’azienda Di Emme Ci Dolciaria di Villar Perosa.

Con i fondi faticosamente raccolti, l’associazione è sempre riuscita a coprire le spese della casa di accoglienza, che oggi è invece delegata al Centro antiviolenza E.M.M.A, organizzazione economicamente più solida e strutturata. I fondi, oggi, sono quindi investiti principalmente in progetti tesi ad inserire le assistite nel mondo del lavoro e in generale nella società. AnLib deve infatti farsi carico di tutte le spese per l’attivazione di tirocini in collaborazione con enti accreditati in Regione, che si occupano della parte amministrativa e della ricerca di aziende ospitanti. La speranza è che il tirocinio termini con un’assunzione, cosa che purtroppo si realizza soltanto in alcuni casi. Tali tirocini sono rivolti non solo a donne in difficoltà, ma anche a migranti uomini che possono avere il rinnovo del permesso di soggiorno solo per motivi lavorativi; per queste persone i tirocini sono fondamentali per non cadere nella clandestinità, oltre che per il sostentamento.

In tutte queste attività, la collaborazione con altre associazioni e istituzioni è ampia, dal C.I.S.S. di Pinerolo, all’Amministrazione Comunale, all’AVASS, allo Zonta e al Rotary, alla Caritas, a Svolta donna (confluita nel Centro antiviolenza E.M.M.A), all’A.S.L., ma anche ad organismi di Torino, come ad esempio il Centro di etnopsichiatria Frantz Fanon, che si occupa del supporto a immigrati e rifugiati.

Possiamo chiudere con le parole di Monica Cerutti, ex assessora regionale alle Politiche giovanili, alle Pari opportunità, ai Diritti civili e Immigrazione: “Apprezzo molto l’attività di AnLib sul territorio pinerolese, importante prima della pandemia, e adesso ancor di più, visto l’aumento della violenza sulle donne nei nuclei familiari. Utile il loro lavoro, e forse ancor di più far sapere a chi vive questo dramma che ci sono organizzazioni come AnLib che possono essere punto di riferimento per costruire un percorso di uscita dalla violenza”.

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