Non abbiamo ancora abbastanza elementi per capire cosa ci porterà il Presidente #Mattarella. L’impressione è che sia un galantuomo, anche se ovviamente deve sottostare alle folli dinamiche della politica italiana. Quella #Panda grigia fa ritenere che l’on. Mattarella sia per lo Stato italiano ciò che Papa Francesco è oggi per la Chiesa cattolica, una figura che riduca la distanza abissale che c’è tra le istituzioni e il popolo, causa di tutte le grandi rivoluzioni. Certo, si tratta di ruoli e compiti diversi, ma la speranza è che faccia capire a quei signori che siedono inutilmente in Parlamento, nonché nei consigli comunali e regionali, che l’Italia non è quella che vedono loro. La gente non è informatizzazione o riforme, la gente ha fame. La gente ha paura. La gente è stufa di fare sacrifici e vedere politici che se la spassano e corruzione dilagante. L’Italia non è soltanto quella dei tweets e dei social networks; c’è moltissima gente, e non sono soltanto gli anziani, che non ha un computer o non lo usa per scelta, molti non hanno neanche un conto corrente, moltissimi coloro che per lo Stato “non esistono”.
La distanza dalle istituzioni è dimostrata dalla sempre più scarsa #affluenza alle urne. Da tempo sostengo che non sia civile un paese con un tasso di votanti intorno al 75%, che pure viene considerato buono. Significa che un quarto (un quarto!) della popolazione non ha interesse ad esprimersi, trovo sia drammatico. E tutto ciò l’attuale governo, così come i precedenti, sembra non averlo ancora capito.
Un buon governo, e qui speriamo nella spinta del nuovo #Presidente, dovrebbe fare di tutto per andare a stanare e coinvolgere gli #indifferenti, invece di continuare a spremere i soliti onesti ed usare l’inglese delle spending reviews e dei jobs act alla stregua del latinorum manzoniano.


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