Isabel, xocoatl in Trinidad

Isabel, xocoatl in Trinidad

Agli spagnoli interessava l’oro. E basta.

Port of Spain

La capitale, Port of Spain

Trinidad, che non possedeva ricchezze naturali, ebbe la stessa tumultuosa sorte di tutte le isole delle Antille, dove si scontrarono gli interessi e le rivalità europee. Colombo, che nel 1498, nel terzo dei suoi viaggi, vi girò intorno per andare a risalire il delta dell’Orinoco, battezzò l’isola Trinidad in omaggio alla Santissima Trinità. Era la prima volta che gli Europei toccavano il continente, fino ad allora avevano visitato soltanto isole. I coloni spagnoli, che giunsero subito dopo l’avvistamento, ridussero in schiavitù gli abitanti, appartenenti sia ad etnia Arawak, tipica del continente sudamericano, sia a quella Caribi, propria delle isole, per portarli nelle nuove colonie sudamericane. Tuttavia, fu soltanto un secolo dopo, nel 1592, che riuscirono ad avere ragione dei coriacei Warao, e a fondare un primo insediamento, San Josef, sul terreno strappato al cacique Wannawanare, poco ad est dell’attuale capitale di Port of Spain. Tentarono di avviare piantagioni di tabacco e cacao, concedendo perfino terreni a basso costo, favorendo in tal modo l’immigrazione di scozzesi, irlandesi, italiani, inglesi e francesi in fuga dalla rivoluzione. Abbandonati dalla madrepatria, però, che badava soltanto ai profitti, quando si accorsero che l’isola era priva di minerali pregiati, col tempo l’abbandonarono.

Il 18 febbraio 1797, nello stesso anno in cui, in Europa, Napoleone pose fine alla gloriosa storia della Repubblica di Venezia, arrivarono gli inglesi, con 18 navi da guerra. Fin dal 1763 essi avevano stabilito un’amministrazione nell’isola di Tobago, che era prima passata di mano a spagnoli, inglesi, francesi, olandesi e perfino a quei coloni provenienti dall’attuale Lettonia, chiamati allora Courlanders. Nel 1704 era stata dichiarata territorio neutrale ed era quindi diventata la base per i pirati dei Caraibi orientali. Il nome deriva, sembra, dalla forma di sigaro dell’isola, che gli spagnoli perciò chiamarono “tobaco”, anche se la disputa sulle origini del nome, forse dalla lingua Arawak, è ancora attuale.

Gli inglesi deportarono sull’isola, in quel periodo, diecimila schiavi africani per avviare piantagioni di canna da zucchero, cotone e indaco. Le cose andarono avanti per circa un secolo, anche dopo l’abolizione della schiavitù, avvenuta negli anni ’30 del XIX secolo. Furono ancora gli inglesi a far arrivare dall’India migliaia di lavoratori a contratto, sia come manodopera per le piantagioni, sia al servizio dei coloni; di fatto, una forma diversa di schiavitù, visto che erano costretti a servire per ripagare il viaggio in nave, un viaggio nel quale molti non sbarcavano. Nel 1884 la ditta londinese che controllava il mercato fallì, e le piantagioni furono Mapsquindi dismesse una dopo l’altra, lasciando così la terra agli isolani. Nel 1889 gli inglesi fecero di Tobago la custode della maggiore Trinidad.

Nel suo periodo inglese, l’isola servì anche come base per il tentativo di conquista del Venezuela da parte di Francisco de Miranda, che aveva già partecipato all’indipendenza degli Stati Uniti e alla Rivoluzione francese. Tentativo fallito, perché non ha trovato l’appoggio della popolazione locale, che, proprio perché arrivava da Trinidad, ritenne Miranda un emissario degli inglesi.

L’autonomia delle due isole arrivò gradualmente, prima con una serie di scioperi e disordini seguiti alla prima guerra mondiale e alla crisi degli anni ’30, soprattutto tra le classi degli operai e dei lavoratori agricoli indiani, poi con la concessione da parte degli inglesi del suffragio e l’adesione alla Federazione delle Indie Occidentali, frutto della decolonizzazione dall’impero britannico, infine con l’indipendenza piena, nel 1962. Il Primo Ministro di allora, Eric Williams, considerato il “Padre della Patria”, rimase in carica per quasi 20 anni, fino al 1981.Tobago-Beach-on-Caribbean-Sea

L’isola ha attraversato, da allora, alterne vicende. I disordini degli anni ’70, guidati dal Black Power, determinarono una situazione politica molto tesa, risolta dalla scoperta di ricchi giacimenti petroliferi, che diedero finalmente stabilità economica al Paese. Nel 1990 ci fu un tentativo di colpo di stato, ad opera di un gruppo musulmano che prese possesso del Parlamento e del palazzo della televisione, e tenne in ostaggio 45 persone, compreso il Primo Ministro Robinson, che ne uscì ferito ad una gamba.

La popolazione attuale presenta oggi una piccola parte dell’antica etnia, ma riflette soprattutto la storia degli schiavi africani e indiani, nonché le periodiche immigrazioni europee e i flussi migratori provenienti dal resto delle Antille, dal Sudamerica, e perfino dall’Asia, Cina, Siria e Libano in particolare. L’economia si basa sul petrolio, ma anche su giacimenti di gas naturale e sulla produzione di asfalto.

Carnival in Trinidad

Il celebre Carnevale

La cultura locale è quindi il risultato delle diverse influenze storiche: sono tuttora presenti cerimonie religiose di matrice induista, musulmana e cristiana, oltre agli antichi riti locali. Le due isole del Paese hanno anime diverse: più rumorosa e folcloristica quella di Trinidad (come ad esempio il celebre carnevale), più tranquilla e rilassante quella di Tobago. La letteratura può vantare nomi di prestigio, come V.S. Naipaul, Nobel nel 2001, ma ormai residente in Gran Bretagna. A differenza di Derek Walcott, anche lui Nobel per la letteratura nel 1992, nato a Saint Lucia ma ormai stabilitosi a Trinidad, dove ha fondato nel 1959 il Trinidad Theatre Workshop. Earl Lovelace, invece, vive tuttora a Trinidad, e fonda il suo stile di scrittura sulla commistione tra lingua inglese e dialetti dell’isola, sul vernacolo e lo “slang” degli isolani.

Trinidad è nota per il suo Carnevale ed è il luogo in cui sono nati lo steel pan (strumento a percussione ricavato da vecchie pentole o bidoni di metallo, per il quale è prevista perfino una competizione durante il carnevale), i balli calypso, soca e limbo e il chutney, un condimento speziato utilizzato nella cucina indiana.

Queen's Royal College

Queen’s Royal College

A Trinidad, e precisamente nella signorile Woodbrook, sobborgo della capitale Port of Spain, Isabel Brash, sorriso solare ed energia pura, ha impiantato la sua azienda per la produzione di cioccolato. Nell’ottobre del 2014 ha partecipato al meeting di Terra Madre a Torino, dedicato ai produttori di cibo di più di 150 Paesi di tutto il mondo, ed è lì che l’abbiamo incontrata.

Sul sito della Cocobel, così Isabel ha chiamato la sua azienda, si legge che lei “cadde nel cioccolato così come Alice era caduta nella tana del coniglio, tra la meraviglia infinita e l’incanto”. Racconta, sempre nella presentazione sul sito, che “la mia produzione di cioccolato è nata per curiosità. E ‘stato un esperimento di trasformazione che ha trasformato me. Quando l’interesse diventa ossessione, una passione divorante, noi diciamo che sei posseduto, che “hai un Jumbie” (è un demone della mitologia di Trinidad, che viene evocato durante il famoso Carnevale). Il mio Jumbie è il cacao, xocoatl (il nome che davano gli aztechi ad una bevanda simile alla nostra), cioccolato. Mio padre lo chiamava “cocobel”, bellezza bruna, frutto della terra”.

Le abbiamo rivolto alcune domande.

Isabel, since when has your family been doing this job? Da quanto tempo la tua famiglia svolge questa attività?

I started making chocolate in 2008 – no one before me had done it in my family. My grandfather used to dry cocoa beans many years ago, but we are not a chocolate making culture. Ho cominciato a produrre cioccolato nel 2008. Nessuno prima di me lo aveva fatto, nella mia famiglia. Mio nonno, molti anni fa, era solito far seccare fave di cacao, ma non abbiamo una cultura di fabbricanti di cioccolato.

Do you carry out your work by hand or do you use machinery? Il lavoro viene svolto a mano o utilizzate macchinari?

Some of my work is by hand and some is machinery. It would be very difficult to get cocoa beans smooth enough for pleasurable chocolate without a stone grinder! But the moulding and recipes are all done by hand. Parte del lavoro è fatto a mano e parte automatizzato. Sarebbe molto difficile ottenere fave di cacao lisce e regolari abbastanza per un apprezzabile cioccolato senza una macina di pietra! Ma la forma e le ricette sono tutti fatti a mano.

How many people are there in your family? Do all your sons work with you or have they left in pursuit of a different career? Da quante persone è composta la vostra famiglia? Tutti i vostri figli lavorano con voi, o qualcuno è andato via?

I come from a family of 6, I am the youngest. I get a lot of support from my family, and have one member, my niece, who works in the kitchen with me. My mother and sisters help when we are overwhelmed with work. Although not blood related, I consider the others who work with Cocobel as family too. We are building a small community I would like to believe! Vengo da una famiglia di 6 figli, io sono la più giovane. Ho un grande sostegno da parte della mia famiglia, e una di loro, mia nipote, lavora in cucina con me. Mia madre e le mie sorelle ci danno una mano quando siamo stravolte dal lavoro. Inoltre, per quanto non vi siano legami di sangue, io considero tutti coloro che lavorano con Cocobel come una famiglia. Stiamo costruendo una piccola comunità su cui mi piacerebbe contare!

Do you have any employees? If so, how many? Avete dipendenti? Quanti?

I have 3 permanent employees and 2 temporary. Ho 3 dipendenti fissi e 2 temporanei

What is the biggest danger for your work? Qual è il pericolo più grosso per il vostro lavoro?

The biggest danger of my work is more an industrial concern – that people in Trinidad and Tobago will not go back into the land and grow cocoa. We have a labour shortage for agriculture. Il pericolo più grosso per il mio lavoro è più che altro la realtà industriale: la gente di Trinidad e Tobago non tornerà nei campi a coltivare cacao. Abbiamo carenza di manodopera per l’agricoltura.

Do you think family farming will endure, or will it be replaced by corporate farming or big industries? Secondo voi, l’agricoltura familiare resisterà, o verrà sconfitta dalle grosse industrie?

I would hope the family farming would be the way of the future but I fear that people just want to get the job done rather than do the work themselves. I fear that people do not feel the personal rewards of growing their own food like it was years ago. I will say that I hope Family Farming will be the future! Vorrei sperare che l’agricoltura familiare sia la via del futuro, ma temo che la gente ami trovarsi il lavoro fatto piuttosto che farlo da sé. Ho paura che la gente non si senta più gratificata come una volta nel coltivarsi il proprio cibo. Devo proprio dire che spero che l’Agricoltura Familiare sia il futuro!

Do you hold meetings like Terra Madre, with other family farmers, in your Country? Avete incontri come Terra Madre, con gli altri agricoltori del vostro paese?

Yes we do have very small Terra Madre gatherings. Last December 10 we went to the cocoa farm and celebrated for a good year with the crops. Different people from other communities come together to eat and get to know each other better so we can make bigger changes. Sì, noi abbiamo incontri, molto piccoli, come Terra Madre. Lo scorso 10 dicembre (2013) siamo andati alla fattoria del cacao e abbiamo festeggiato una buona annata per i raccolti. Diverse persone provenienti dalle altre comunità si sono riunite per mangiare e per conoscersi meglio, con l’intento di poter trovare insieme miglioramenti sempre più grandi.

Would you say you are a true representations of your whole Country, or just a minority? Sentite di rappresentare tutto il vostro Paese, o soltanto una minoranza?

Trinidad and Tobago is a mix of all different ethnicities and backgrounds because we were colonized by several european countries and finally by Britain. We have been independent since 1962. We are all mixed! We celebrate Eid, Divali and Christmas amongst many other different celebrations, foods and music that have roots in Africa, Asia, Europe, Latin America and in our indigenous heritage. If you are speaking of my skin colour, yes, I am a minority. But my heart is the same colour as every other Trinidadian and my family has been here for 6 generations. Trinidad e Tobago è un mix di molte diverse etnie ed esperienze, perché siamo stati colonizzati da diversi paesi europei e, infine, dalla Gran Bretagna, siamo indipendenti dal 1962. Tutti noi siamo un gran miscuglio! Celebriamo allo stesso modo Eid, Diwali e Natale, tra molte altre diverse celebrazioni, cibo e musica che hanno radici in Africa, Asia, Europa, America Latina e nel nostro patrimonio indigeno. Se ti riferisci al colore della mia pelle, sì, sono una minoranza. Ma il mio cuore ha lo stesso colore di ogni altro, a Trinidad, e la mia famiglia è qui da sei generazioni.

What is the relationship between your community and the government of your Country?Quali sono i rapporti tra la vostra comunità e il governo del vostro Paese?

Personally I do not involve government in any decision making or action taking if I can. I think it is up to each of us to do what we can to the most and then seek help if necessary. Sinceramente, non coinvolgo il governo in qualsiasi decisione o azione che intraprendo, se posso. Penso che ciascuno di noi sia tenuto ad agire per il meglio, e chiedere un sostegno solo se necessario

Do you have a dream? Avete un sogno?

I don’t have one dream. I have many dreams.

One is that everyone could remember only the good of the past and that we can move forward with eyes and hearts open and strong hands so we can realize a better present, rather than dwell and battle constantly on negative history. Also the absence of ego would be nice 🙂

Non ho un solo sogno. Ne ho molti.

Uno di questi è che tutti dovrebbero ricordare solo il buono del passato e che si possa guardare avanti con grande apertura degli occhi e del cuore, e mani forti, in modo da poter realizzare un presente migliore, piuttosto che fossilizzarsi e scontrarsi costantemente sui problemi storici.

Sarebbe anche bello far sparire l’ego

 

Tabella

 

 

 

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *