{"id":372,"date":"2015-01-17T15:20:45","date_gmt":"2015-01-17T15:20:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/?p=372"},"modified":"2015-01-17T15:20:45","modified_gmt":"2015-01-17T15:20:45","slug":"un-massacre-litalie-est-injuste","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/societa\/un-massacre-litalie-est-injuste\/","title":{"rendered":"\u201cUn massacre, l\u2019Italie est injuste!\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Ferragosto 2011, un imprenditore di origini albanesi, in Italia da 18 anni, alla guida di un SUV percorre contromano almeno 30 km della A26 verso la Liguria, prima di fermarsi contro un\u2019Opel Astra con a bordo quattro ragazzi francesi diretti in Slovenia per una vacanza.<\/p>\n<p>L\u2019arresto \u00e8 scattato soltanto quattro giorni dopo, dopo che il clamore sui giornali (italiani e francesi)\u00a0 aveva spinto gli inquirenti ad approfondire le indagini.<\/p>\n<p>Ilir Beti, questo il nome dell\u2019\u201dimprenditore\u201d, non era poi cos\u00ec ubriaco come si era pensato, visto che gli era stato riscontrato un tasso alcolico di 1,5 grammi per litro di sangue, un livello alto, ma non tale da giustificare l\u2019incapacit\u00e0 di intendere e di volere.<\/p>\n<p>All\u2019alba del 13 agosto 2011, in compagnia di una ragazza russa (che dice di essere la sua ragazza), percorre la A26 verso nord, supera Ovada, ma poco dopo fa inversione e torna indietro contromano, incrocia almeno una quindicina di veicoli, urta la Peugeot 206 guidata da un pensionato (che se la caver\u00e0 con un grosso spavento, un occhio livido e qualche graffio); una pattuglia della Polstrada, dopo le molte segnalazioni dei terrorizzati viaggiatori, entra in azione, ma non arrivano in tempo per evitare la tragedia, il SUV prende in pieno l\u2019auto dei ragazzi, polverizzandola.<\/p>\n<p>Il console francese \u00e8 indignato: \u201cUna cosa del genere in Francia non sarebbe successa. Da noi, quando uno beve troppo e uccide quattro persone con la sua auto, finisce in prigione\u201d. La mamma di uno dei ragazzi, tra i singhiozzi: \u201cMio figlio non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 per colpa di uno che aveva bevuto troppo champagne e che quando \u00e8 uscito dalla caserma, con quattro morti sulla coscienza, \u00e8 andato a comprarsi un cellulare\u201d.<\/p>\n<p>Come si vede, la cosa sfiora l\u2019incidente diplomatico, arrivando persino ad interessare l\u2019allora ministro dell\u2019Interno Maroni, che sollecita l\u2019introduzione nel nostro ordinamento giudiziario del reato di \u201comicidio stradale\u201d.<\/p>\n<p>Sta di fatto che Ilir Beti viene arrestato quattro giorni dopo, il 17 agosto. La condanna arriver\u00e0 nel 2012, confermata poi un anno dopo, nel giugno del 2013: 21 anni e 4 mesi di carcere. 35 anni, sposato, padre di due bambini di 4 e 5 anni, gran lavoratore e genitori anch\u2019essi in Italia, ad Alessandria. Fin troppo facile prevedere un futuro pentimento, la buona condotta, la semilibert\u00e0, ecc.<\/p>\n<p>Ma superiamo la questione degli incidenti mortali e cominciamo a parlare della quotidianit\u00e0 sulle nostre strade.<\/p>\n<p>Sembra che il Codice della Strada sia considerato dalla media degli italiani come un vangelo le cui parabole sono insegnamenti e consigli, pi\u00f9 che regole da rispettare. Insomma, ognuno ritiene che per guidare ed evitare guai, la cosa migliore sia applicare il buon senso.<\/p>\n<p>Ma il buon senso \u00e8 per sua natura altamente soggettivo, ognuno di noi ha le sue regole, il suo modo di rispettare gli altri, e convivere in questo modo \u00e8 un\u2019impresa disperata. Basta leggere ogni tanto la rubrica delle lettere ai giornali, nelle quali i lettori denunciano ogni tipo di violazione del rispetto tra cittadini al volante.<\/p>\n<p>Il sig. <strong>Gianmarco Bonaffi<\/strong> (Specchio del 28 febbraio 2014) vuole sapere perch\u00e9 se lui, residente con permesso di sosta annuale, parcheggia male l\u2019auto viene multato (giustamente), mentre lo stesso trattamento non viene applicato al commerciante che parcheggia tutti i giorni sulle strisce blu senza pagare, limitandosi a scrivere su un biglietto \u201csono della pizzeria sto lavorando abbiate piet\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La sig.ra <strong>Silvia Costamagna<\/strong> (Specchio del 24 novembre 2013) lamenta la situazione di Piazza Benefica, in cui, nonostante la presenza di alcuni vigili urbani intenti a controllare i documenti degli ambulanti, la sosta selvaggia di auto e furgoni in doppia fila o messi di traverso. D\u2019accordo che i vigili sono impegnati nei controlli, ma anche dare una voce a questi automobilisti. Se manca il personale, piuttosto si potrebbe impiegare qualche disoccupato part-time, i volontari non mancherebbero!<\/p>\n<p>Un simpatico scambio di battute tra il comandante dei Vigili Urbani di Torino e diversi lettori. Il comandante Alberto Gregnanini scrive, in risposta ad un lettore, che la Polizia municipale prevede interventi dedicati per il problema \u201c<strong>doppia fila<\/strong>\u201d in zone individuate e segnalate, anche attraverso telecamere, che le infrazioni sono molte pi\u00f9 degli agenti in servizio e che si aspetta una maggiore attenzione da parte degli automobilisti pi\u00f9 disattenti.<\/p>\n<p>Ovviamente, piovono le risposte. <strong>Silvia Costamagna<\/strong> chiede se gli automobilisti che parcheggiano in doppia fila siano davvero disattenti, e se si possano definire tali quelli che parcheggiano sugli scivoli dei marciapiedi, sulle strisce, davanti ai portoni, o non piuttosto maleducati. Conclude sostenendo che se tutti i vigili fossero in strada a controllare il traffico andrebbe molto meglio.<\/p>\n<p>Indisciplinati, arroganti e menefreghisti li definisce invece un altro lettore, che si spinge fino a dire che \u201cdisattenti\u201d sono i vigili urbani, visto che la sosta selvaggia \u00e8 riconducibile a persone che la praticano abitualmente, ed elenca zone come piazza IV marzo, di fronte al commissariato in via Porta Palatina, in piazza Savoia, nelle aree pedonali del centro storico, ecc.<\/p>\n<p>Il sig. <strong>Vincenzo Tedesco<\/strong> (Specchio del 1 novembre 2013) segnala che il bus sul quale viaggia percorre a rilento via Vanchiglia, perch\u00e9 la corsia riservata ai mezzi pubblici \u00e8 anche l\u2019unico spazio nel quale possono viaggiare le auto, visto che il resto della carreggiata \u00e8 occupato dalle auto in sosta in seconda fila.<\/p>\n<p>Ancora <strong>Silvia Costamagna<\/strong> (ancora lei!, Specchio del 31 dicembre 2013), lamenta la situazione della pedonale via Garibaldi, nella quale transitano indisturbate auto che svoltano nelle vie limitrofe, mezzi che puliscono a velocit\u00e0 della luce, auto della polizia, oltre a diverse auto e camioncini in sosta, e biciclette. Fa il paragone con la zona pedonale del centro di Trieste, realmente pedonale, e conclude dicendo che Torino \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 bella del mondo (concordiamo!), ma i torinesi hanno dimenticato l\u2019educazione e il vivere con garbo senza intralciare il prossimo.<\/p>\n<p>Un altro lettore si lamenta per il degrado di <strong>piazza Maria Teresa<\/strong>, teatro di sosta selvaggia di \u201cauto davanti ai portoni, in doppia fila, sui posti per i portatori di handicap, nello slargo vicino al monumento a Guglielmo Pepe dove non \u00e8 consentito parcheggiare\u201d, disagi prima limitati al venerd\u00ec e sabato sera, ora presenti tutte le sere dopo le 20. Rincara la dose un&#8217;altra lettera del 28 maggio 2014, che definisce \u201cterra di conquista\u201d la bella piazza, da parte di \u201cgiovinastri che urlano, fanno un baccano infernale con tamburi e affini, gridano improperi irripetibili e insultano chiunque provi a dir loro di comportarsi con un minimo di educazione\u201d. La notte, inoltre, \u201cparcheggi in seconda e terza fila, posti dedicati ai disabili sempre occupati, persone che scambiano le piante per toilette a cielo aperto, gente ubriaca che urla e schiamazza\u201d. E conclude lamentandosi che i Vigili Urbani stanno a guardare. Il 1 giugno, quattro giorni dopo, la risposta dell\u2019Ufficio Stampa dei vigili urbani, che \u201cla piazza \u00e8 monitorata e oggetto di passaggi periodici\u201d, che hanno prodotto, nei primi 4 mesi dell\u2019anno, 479 contravvenzioni per divieto di sosta.<\/p>\n<p>Il sig. G. Paolo (Specchio 29 settembre 2013) osserva che basta guidare per la citt\u00e0 per accorgersi delle infrazioni continue e a volte pericolose. <strong>Auto<\/strong> che svoltano a sinistra dal viale centrale, moto e bici che attraversano gli incroci col rosso, <strong>ciclisti<\/strong> che viaggiano nei viali centrali dei corsi (senza luci!), magari telefonando, <strong>pedoni<\/strong> che attraversano dappertutto e in ogni momento, anche al di fuori delle strisce. Auspica una maggiore educazione stradale, magari con una campagna da parte della Pubblica Amministrazione.<\/p>\n<p>S.B. (Specchio del 6 ottobre 2013): \u201cOggi mi trovavo in via Tirreno, di fronte a me una camionetta dei <strong>carabinieri<\/strong> e di fronte a loro un camion. Scatta il semaforo rosso, il camion accelera e passa a velocit\u00e0 notevole, il semaforo ormai rosso\u2026 la camionetta dei militari rallenta ed io con loro. I militari continuano tranquillamente a parlare nel loro veicolo, il camion (non un\u2019utilitaria, un camion!) prosegue\u2026 Cos\u00ec funziona la legge a Torino\u2026\u201d<\/p>\n<p>Massimo A. (Specchio del 1 settembre 2013), racconta che percorrendo la statale 460 verso <strong>Rivarolo Canavese<\/strong>, sulla quale esiste il limite dei 70 kmh, veniva sorpassato da tutti, anche in presenza della doppia striscia continua, perfino subendo lampeggiamenti e gesti \u201cpoco gentili\u201d. Osserva che questi automobilisti che forse odiano\/temono gli autovelox, accusando i vari comuni di utilizzarli soltanto per fare cassa a tutti i costi.<\/p>\n<p>Non sono che alcune delle tante situazioni che possiamo notare, andando in giro per la citt\u00e0. Il senso di responsabilit\u00e0, il rispetto per le regole e soprattutto il rispetto per i propri concittadini stanno diventando sempre pi\u00f9 scarsi. Ognuno sente di costituire <strong>un\u2019eccezione alle regole<\/strong>, per mille motivi, o perch\u00e9 ha fretta, o perch\u00e9 \u201cci sono cose peggiori\u201d. Ormai tutti parlano al telefono guidando, moltissimi gli automobilisti che non allacciano le cinture, crescono in maniera inquietante le automobili che circolano senza assicurazione.<\/p>\n<p>La cosa peggiore \u00e8 che la popolazione si \u00e8 convinta ormai che le forze dell\u2019ordine, vigili in testa, non vogliano o non siano in grado di arginare questa situazione di estremo individualismo, nella quale ognuno segue il proprio personale codice della strada, a seconda della propria convenienza. Quando questo provoca un <strong>incidente<\/strong>, seppur mortale, allargano le braccia per definirsi vittime del caso, della sfortuna, o dell\u2019incoscienza dell\u2019altro. Tutti riescono in ogni caso a scaricare la responsabilit\u00e0 della propria incivilt\u00e0 su qualcun altro, ottenendo in molti casi un\u2019assoluzione molto difficile da mandar gi\u00f9, per chi spera in un mondo pi\u00f9 civile.<\/p>\n<p>A cominciare dalla <strong>sosta selvaggia<\/strong>, ormai simbolo del degrado cittadino. Vie ridotte ad una sola corsia di marcia, con inevitabili code, a causa di auto parcheggiate in seconda e terza fila, se ne vedono in tutta la citt\u00e0, in ogni grande citt\u00e0, e si ammirano auto della polizia municipale transitare tranquillamente a fianco di lunghe file di auto in seconda fila senza un minimo cenno di voler fare qualcosa.<\/p>\n<p>Tutto questo non da oggi, ed \u00e8 segnale evidente di un <strong>degrado della societ\u00e0<\/strong> in cui viviamo, e soprattutto della mancanza di volont\u00e0 di porvi rimedio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ferragosto 2011, un imprenditore di origini albanesi, in Italia da 18 anni, alla guida di un SUV percorre contromano almeno 30 km della A26 verso la Liguria, prima di fermarsi contro un\u2019Opel Astra con a bordo quattro ragazzi francesi diretti in Slovenia per una vacanza. 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