{"id":265,"date":"2014-03-19T08:07:32","date_gmt":"2014-03-19T08:07:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/?p=265"},"modified":"2015-02-04T23:02:18","modified_gmt":"2015-02-04T23:02:18","slug":"le-donne-saudite-cosa-cambia-sotto-il-velo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/mondo\/le-donne-saudite-cosa-cambia-sotto-il-velo\/","title":{"rendered":"Le donne saudite: cosa cambia sotto il velo?"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono date che rimangono impresse nello scorrere della Storia, come una chiave di volta che regge la struttura di tutti gli avvenimenti di quel periodo e di quelli futuri, fino ad arrivare ai nostri giorni. Quegli anni-cardine, dopo i quali \u201cniente \u00e8 pi\u00f9 come prima\u201d. Il 1492 \u00e8 uno di quelli.<\/p>\n<p>E\u2019 nel 1492 che Cristoforo Colombo intraprese il viaggio che lo port\u00f2 a sbarcare per primo su quello che si pensava fosse un nuovo continente, anche se sono molti gli indizi che fanno ritenere che altri vi fossero arrivati molto tempo prima. Dalla Groenlandia di <b>Erik il Rosso<\/b>, infatti (colonizzata intorno all\u2019anno 1000), non \u00e8 difficile immaginare che navi vichinghe si fossero spinte fin sul continente americano. Qualche migliaio di chilometri pi\u00f9 a sud, invece, l\u2019impero degli Incas era il quel periodo alla sua massima espansione.<\/p>\n<p>Il 9 aprile del 1492 si spegneva Lorenzo de\u2019 Medici, colui che pi\u00f9 di tutti diede l\u2019impulso al <b>Rinascimento<\/b> italiano, sviluppatosi grazie al lungo periodo di equilibrio succeduto alla firma, nel 1454, della <i>Pace di Lodi<\/i>, tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, che port\u00f2 di fatto ad una tregua tra tutti i bellicosi stati in cui era suddivisa la penisola italiana.<\/p>\n<p>In Asia, dopo la morte dell\u2019ultimo sovrano, Tamerlano, l\u2019impero mongolo era in progressiva disgregazione, sotto i colpi dei cosacchi e dei cinesi che stavano recuperando i territori conquistati due secoli prima da Gengis Khan.<\/p>\n<p>In Spagna, nel 1492, Ferdinando d\u2019Aragona e Isabella di Castiglia concludevano la \u201c<i>Reconquista<\/i>\u201d con l\u2019espulsione dalla penisola iberica degli ultimi Arabi e, dopo sei mesi, di tutti gli ebrei. Terminava cos\u00ec il periodo di dominio arabo, iniziato nel 711 ad opera della dinastia degli <b>Omayyadi<\/b>, durato quindi quasi 800 anni. Nel corso dei secoli un eccezionale sincretismo tra le diverse culture di arabi, cristiani ed ebrei aveva portato in Europa vaste conoscenze di letteratura, filosofia, scienza, astronomia, agricoltura. Gli Arabi introdussero colture sconosciute (o dimenticate, come l\u2019ulivo), fondamenti di matematica (algebra e trigonometria), il sistema decimale (con il concetto di zero, proveniente dall\u2019India). L\u2019introduzione della <b>bussola<\/b> \u00e8 attribuita agli Arabi. <b>Averro\u00e9<\/b>, oltre a numerosi testi di astronomia, religione e <a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-272\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-272\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/>medicina, ci ha trasmesso tutte le opere di Aristotele, che in Europa erano state quasi completamente dimenticate. Testi di medici come <b>Avicenna<\/b> costituirono fondamenti della medicina europea per molto tempo. Nelle universit\u00e0 (quella di <b>Cordoba<\/b> potrebbe essere considerata il pi\u00f9 antico esempio in Europa di universit\u00e0 moderna) lo studio delle discipline umanistiche e scientifiche era alimentato dalle conoscenze delle antiche culture persiana, indiana, greca ed ebraica.<a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-272\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-272\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/mondo\/le-donne-saudite-cosa-cambia-sotto-il-velo\/attachment\/sacolor\/\" rel=\"attachment wp-att-272\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-272\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-272\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\" alt=\"Map\" width=\"1\" height=\"1\" \/><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/mondo\/le-donne-saudite-cosa-cambia-sotto-il-velo\/attachment\/sacolor\/\" rel=\"attachment wp-att-272\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-272\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sacolor.gif\" alt=\"Map\" width=\"1\" height=\"1\" \/><\/a>Il 2 gennaio 1492 tutto questo venne spazzato via. Possiamo anche chiederci come sarebbe ora il mondo se le cose fossero andate <a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi_arabia_rel_2003.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-284\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi_arabia_rel_2003-278x300.jpg\" alt=\"saudi_arabia_rel_2003\" width=\"278\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi_arabia_rel_2003-278x300.jpg 278w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi_arabia_rel_2003-949x1024.jpg 949w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi_arabia_rel_2003-600x647.jpg 600w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi_arabia_rel_2003.jpg 1040w\" sizes=\"auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a>diversamente. E\u2019 un fatto, per\u00f2, che nel 1492 prende forma e si stabilizza l\u2019attuale aspetto culturale e religioso: gli arabi sulla sponda meridionale del Mediterraneo e i cristiani su quella settentrionale. La penisola arabica, che aveva visto la nascita della religione islamica e l\u2019inizio dell\u2019espansione musulmana, conservava il ruolo di centralit\u00e0 religiosa, con le moschee a <b>La Mecca<\/b> e a <b>Medina.<\/b>\u00a0Ma il resto della penisola vedeva una progressiva decadenza, dovuta anche all\u2019espansione coloniale delle grandi potenze europee. Sub\u00ec prima la dominazione turca e poi l\u2019influenza inglese. Fu proprio con la collaborazione britannica, nella persona del colonnello <b>Lawrence<\/b>, che nel XX secolo il sovrano <b>Abd al-Aziz Sa\u2019ud<\/b> riusc\u00ec prima ad unificare il territorio ed in seguito ad ottenere l\u2019indipendenza e fondare il Regno dell\u2019Arabia Saudita, il 18 settembre del 1932.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>La costituzione non esiste: \u00e8 il Corano<\/b><\/p>\n<p>Nel XVIII secolo il teologo Muhammad ibn Abd al-Wahab aveva predicato nella penisola una forma di Islam sunnita, il <b>wahabismo<\/b>, a forte connotazione ortodossa e fondamentalista, derivante dalla dottrina sunnita. Questo culto si proponeva di riportare l\u2019Islam alla purezza originaria, abolendo l\u2019adorazione di santi e martiri. A questo movimento appartenevano i sovrani sauditi, ed \u00e8 questo il culto che venne adottato come religione ufficiale. Non esiste una costituzione, in quanto la \u201ccostituzione\u201d era, ed \u00e8 tuttora, il Corano. Wahabita era Osama Bin Laden e la dottrina wahabita \u00e8 quella che muove i ribelli ceceni del Caucaso e la setta Boko Haram in Nigeria. Wahabite sono anche le milizie di Al Qaeda che erano riuscite ad ottenere il controllo della parte settentrionale del Mali, grazie anche all\u2019alleanza con i Tuareg.<\/p>\n<p>A pochi anni dall\u2019indipendenza del Regno Saudita, nel 1938 venne scoperto il petrolio, che fece del regno wahabita la grande potenza economica che conosciamo. Si stima che il Paese possegga il 25% delle riserve mondiali di greggio. Forte del proprio immenso potere economico, e quale pi\u00f9 stretto alleato arabo degli Stati Uniti, il governo saudita si fa rispettare nella diplomazia internazionale: recentemente si \u00e8 permesso uno schiaffo al <b>Consiglio di Sicurezza<\/b> dell\u2019ONU, rifiutando l\u2019assegnazione di uno dei cinque seggi non permanenti, di durata biennale. Il regno wahabita ha espresso in questo modo il suo profondo scontento per le scelte dell\u2019amministrazione americana in Medio Oriente, in particolare per la rinuncia all\u2019intervento militare in Siria in cambio del disarmo chimico. Riad non aveva gradito neanche il sostegno militare USA ai Fratelli Musulmani in Egitto e soprattutto guarda tuttora con sospetto il <b>riavvicinamento all\u2019Iran<\/b> sul nucleare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/154593021_10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-297\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/154593021_10-300x202.jpg\" alt=\"SAUDI-RELIGION-ISLAM-HAJJ\" width=\"340\" height=\"240\" \/><\/a>La legge coranica \u00e8 applicata rigorosamente dai sauditi, tanto da imporre il rispetto del Ramadan su tutto il territorio, quindi anche agli stranieri, pena l\u2019espulsione. Ne \u00e8 un ulteriore esempio il divieto di festeggiare il <b>capodanno<\/b> occidentale. \u00c8 stata proibita la vendita di rose rosse, orsetti di peluche, e qualsiasi altro regalo legato alla ricorrenza. Sembra, per\u00f2, che le vendite di tali prodotti siano comunque aumentate in quel periodo, quindi il divieto potrebbe non essere rispettato da tutti\u2026 Stessi problemi recentemente con la ricorrenza di <b>San Valentino<\/b>, proibita perch\u00e9 \u201cnon musulmana\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">In Arabia Saudita non \u00e8 possibile alcun culto pubblico per i cristiani, che vengono sottoposti a violenze se \u201csorpresi\u201d a pregare. La vita \u00e8 dura non soltanto per i cristiani,\u00a0 ma anche per gli sciiti e gli ebrei, cos\u00ec come per i blogger portatori di idee pseudo-rivoluzionarie. Dal 2013 nel Paese sembra si stia intensificando una forte repressione contro il web, denunciata anche dall\u2019organizzazione Human Rights Watch. Un blogger, <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">Raif Badawi<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">, \u00e8 stato recentemente condannato a sei anni di prigione e 600 frustate per aver offeso l\u2019Islam sul suo sito. Secondo HRW, \u201c<\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">l\u2019Arabia Saudita spicca per i suoi elevati livelli di repressione e il suo fallimento nel mantenere le promesse fatte al Consiglio per i Diritti Umani<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">. [\u2026] <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">In particolare, dovrebbe riformare un sistema giudiziario penale arbitrario, abolire il sistema di controllo degli uomini sulle donne, ed eliminare gli aspetti discriminatori del sistema di aiuti per i lavoratori stranieri, che li rende vulnerabili agli abusi, come il lavoro forzato<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>La violenza sulle donne<\/b><\/p>\n<p>La condizione femminile nell\u2019Arabia Saudita \u00e8, per usare un eufemismo, molto difficile. C\u2019\u00e8 stata una forte repressione delle libert\u00e0 in generale, non soltanto per le donne, in seguito al sanguinoso attacco alla Mecca, costato circa 400 vittime,\u00a0 nell\u2019autunno del 1979, che gli storici amano definire la prima azione del nascente movimento di Al Qaeda. Il governo saudita, dopo i fatti, ha rafforzato il controllo sul rispetto della <b>legge coranica<\/b>. La donna ha un ruolo subordinato all\u2019uomo, secondo la rigorosa tradizione del culto wahabita. Un recente studio assegna all\u2019Arabia Saudita la maggiore percentuale di matrimoni poligami, il 19%.<\/p>\n<p>l&#8217;Arabia Saudita \u00e8 molto criticata per la mancanza di una legislazione che protegga il sesso debole e il personale domestico dagli abusi. La cultura tradizionale impedisce alle donne di denunciare tali abusi per timore di una condanna sociale. <b>Khaled al-Fakher<\/b>, segretario generale dell\u2019ente <a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/burkacell.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-276\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/burkacell-300x224.jpg\" alt=\"burkacell\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/burkacell-300x224.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/burkacell-106x80.jpg 106w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/burkacell-200x150.jpg 200w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/burkacell.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>governativo <i>Societ\u00e0 Nazionale per i Diritti Umani<\/i>, afferma che \u201c<i>le donne pensano a quello che la comunit\u00e0 potrebbe dire di loro se denunciassero gli abusi subiti<\/i>\u201d. Si pensi per esempio ad una moglie che ha subito violenza, la quale per sporgere denuncia doveva essere accompagnata alla polizia dal marito che l\u2019aveva appena maltrattata.<\/p>\n<p>Nell\u2019agosto del 2013 \u00e8 stata finalmente approvata una legge che condanna ufficialmente qualsiasi forma di <b>violenza domestica<\/b> e di abuso sulle donne. Tale miracolo \u00e8 stato reso possibile anche da una campagna di sensibilizzazione nazionale senza precedenti, che ha attirato anche l\u2019attenzione dei media internazionali. Nell\u2019immagine, il volto di una donna che indossa il tradizionale\u00a0<b>niqab <\/b>nero, dietro al quale si vedono soltanto i due occhi, di cui uno visibilmente tumefatto. Lo sguardo diretto verso chi guarda. La didascalia recita: \u00ab<i>Alcune cose non possono essere coperte. Combattiamo insieme la violenza sulle donne<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>La campagna, che \u00e8 stata promossa dalla <i>Fondazione King Khalid<\/i>, sottolinea che \u201c<i>il fenomeno delle donne maltrattate in Arabia Saudita \u00e8 molto maggiore di quanto appaia<\/i>\u201d, incoraggia i sauditi a denunciare i casi di violenza domestica e fornisce protezione legale a donne e bambini vittime di violenze, oltre ad \u201c<i>un aiuto sociale, psicologico e medico<\/i>\u201d. Secondo la nuova norma,\u00a0i colpevoli di <b>abusi psicologici <\/b>o<b> fisici<\/b> rischiano una pena che va da un mese fino ad un anno di carcere ed una multa fino a 50.000 <i>riyal<\/i>\u00a0(circa 10.000 euro).<\/p>\n<p>Le condizioni di vita sono addirittura peggiori per le moltissime donne straniere, circa un milione e mezzo, impiegate nei lavori domestici. Indonesiane, cingalesi, filippine, indiane ed etiopi vengono sfruttate e sottoposte ad ogni tipo di abuso, dal lavoro non retribuito alla violenza fisica, insomma condizioni simili alla schiavit\u00f9. Denunce e ribellioni vengono punite con il carcere o la <b>pena di morte<\/b>. Il <i>Committee on Oversaes Workers Affair<\/i> denuncia in uno studio che il 70% dei lavoratori filippini in Arabia Saudita subisce violenze fisiche e psicologiche. Il sito Asianews.it ha pubblicato la storia di <b>Lorena<\/b>, \u201cuna giovane filippina di 27 anni giunta in Arabia Saudita all&#8217;inizio del 2010 per lavorare come domestica presso una famiglia di Jeddah. La donna racconta che le violenze hanno avuto inizio pochi giorni dopo il suo arrivo all&#8217;aeroporto. In nove mesi di impiego Lorena \u00e8 stata violentata diverse volte. La ragazza racconta che oltre alla violenza sessuale ha subito ogni genere di <b>maltrattamenti<\/b>: &#8220;<i>Lavoravo anche 20 ore al giorno senza sosta. La moglie del mio principale mi insultava e mi picchiava perch\u00e9 non capivo l&#8217;arabo e non eseguivo alla lettera i suoi ordini. Il mio pranzo erano un pezzo di pane e ci\u00f2 che avanzava dai piatti degli altri famigliari<\/i>&#8220;. Dopo mesi di soprusi il 30 dicembre 2010 la giovane riesce a mettersi in contatto con il personale del\u00a0<i>Philippines Overseas Labour Office <\/i>(Polo), che segnala il caso alla polizia; le autorit\u00e0 arrestano il datore di lavoro a seguito di lunghe indagini.\u00a0 A tutt&#8217;oggi la ragazza \u00e8 ospitata dal Polo e dovr\u00e0 restare in Arabia Saudita finch\u00e9 non verr\u00e0 concluso il processo contro il suo aguzzino\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Le donne sono soggette all\u2019autorit\u00e0 maschile dei Wali<\/b><\/p>\n<p>Tutti i media indicano come punto di svolta ci\u00f2 che successe in una <b>scuola femminile<\/b>, sempre alla Mecca, l\u201911 marzo 2002. Durante un furioso incendio, gli agenti della polizia religiosa avevano impedito ai vigili del fuoco (maschi) di entrare nella scuola e avevano bloccato alcune studentesse, che cercavano di fuggire, perch\u00e9 non velate. Le vittime furono quindici. E\u2019 notizia recentissima (lo scorso 27 febbraio) la morte della ventisettenne <b>Amna Bawazeer<\/b>, studentessa di sociologia che, avuto un malore all\u2019interno della sua facolt\u00e0 \u201cKing Saud\u201d di Riyadh, non ha potuto ricevere soccorsi tempestivi, perch\u00e9 le studentesse presenti non potevano avere contatti con i soccorritori (maschi).<\/p>\n<div id=\"attachment_286\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/King.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-286\" class=\"size-medium wp-image-286\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/King-300x273.jpg\" alt=\"King Abdullah bin Abdulaziz Al-Saud\" width=\"300\" height=\"273\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/King-300x273.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/King.jpg 324w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-286\" class=\"wp-caption-text\">King Abdullah bin Abdulaziz Al-Saud<\/p><\/div>\n<p>Gli agenti della polizia religiosa, la Mutaween, o Mutaw\u2019a, o pi\u00f9 sovente <b>Mutawa<\/b> (la denominazione corretta \u00e8 \u201c<i>Comitato per la promozione della virt\u00f9 e la prevenzione del vizio<\/i>\u201d), hanno il compito di assicurare l&#8217;applicazione rigorosa della visione wahabita del Corano. Controllano tutto e tutti, verificano che i negozi siano chiusi durante la preghiera, fermano le coppie non sposate, le donne non completamente coperte e si assicurano che non guidino.<\/p>\n<p>Nei negozi sono presenti muri divisori che separano donne e uomini, allo scopo di &#8220;proteggere&#8221; commesse e clienti donne dagli sguardi maschili. Applicata nei negozi in cui sono impiegati commessi di sesso diverso, la misura prevede barriere\u00a0 alte almeno un metro e sessanta. Le donne possono lavorare solamente in luoghi di sole donne oppure nella vendita di <b>biancheria intima<\/b> e cosmetici, settori di lavoro approvati nel giugno 2011, quando il governo impose che i commessi (in gran parte uomini di origine asiatica) fossero sostituiti con donne saudite. Il provvedimento ha creato 44mila nuovi posti di lavoro per le saudite (solo il 7% della popolazione occupata nel privato \u00e8 composta da donne), nonostante la disapprovazione del nuovo capo della Mutawa, <b>Abdul Aziz al Sheikh<\/b>, che ha avvertito i negozianti che assumere le donne \u00e8 un \u201ccrimine vietato dalla legge islamica\u201d. E\u2019 stata una decisione sollecitata dalle stesse saudite, che manifestavano il proprio disagio nell&#8217;acquistare biancheria intima e cosmetici di fronte agli uomini. Ma l&#8217;arrivo di tante donne in luoghi di lavoro misti, come i centri commerciali, aveva sollevato problemi diversi, non ultimi i molti casi di molestie.<\/p>\n<p>Per le saudite l\u2019elenco dei divieti \u00e8 lungo. Proibito lavorare come colf, hostess o ingegneri, oltre all\u2019interdizione da una serie di lavori usuranti, quali minatore, addetto alle fognature o facchino. Alcuni degli ultimi episodi che hanno fatto il giro del mondo suscitano il sorriso ai nostri occhi di occidentali. Prima l\u2019immagine di due agenti che vietano ad alcune donne di utilizzare le <b>altalene <\/b>di un parco, addirittura con il plauso di alcuni presenti, perch\u00e9 questo avrebbe potuto spingere gli uomini a molestarle. Poi la chiusura di un ristorante a Gedda, sul Mar Rosso, per non aver garantito la <b>separazione tra uomini e donne<\/b> nelle sale, in cui le TV satellitari trasmettevano immagini \u201coscene\u201d. E aveva fatto molto discutere l\u2019opinione pubblica svedese, un paio di anni fa, la decisione del Gruppo <b>Ikea<\/b> di cancellare le immagini di donne dalle edizioni del proprio catalogo in Arabia Saudita. Forti le accuse di servilismo, perfino dal Ministero dell\u2019Economia, visto che l\u201980% della clientela Ikea nel regno saudita \u00e8 femminile.<\/p>\n<p>La nuova legge non soltanto concede a chi denuncia un abuso il diritto di rimanere anonimo, ma la possibilit\u00e0 alle donne ora per segnalare le violenze non hanno pi\u00f9 bisogno dell\u2019approvazione del <b>Wali\u00a0<\/b>(tutore maschio, generalmente il marito, il padre o il fratello). Le organizzazioni internazionali per i diritti umani sperano che questa legge possa essere soltanto il primo passo verso un reale cambiamento delle normative vigenti. Attualmente infatti, per le donne occorre ancora l&#8217;approvazione dei <b>guardiani maschi<\/b> per svolgere le pi\u00f9 comuni azioni civili, come fare una domanda di lavoro, subire un intervento chirurgico o anche soltanto guidare un\u2019automobile. Non \u00e8 consentito loro nemmeno prendere un ascensore insieme agli uomini. Le saudite non possono viaggiare all\u2019estero da sole, devono sempre essere accompagnate da un <i>wali<\/i>. Una misura di controllo imposta nel 2012 prevede che venga inviato un sms di avviso alle famiglie delle donne che non presentano la prevista autorizzazione al viaggio, firmata da un <i>wali<\/i>. La norma, aspramente criticata da pi\u00f9 parti, \u00e8 stata momentaneamente sospesa il 15 gennaio 2014. Come in molti paesi musulmani, inoltre, \u00e8 molto diffusa la pratica delle spose-bambine. Esiste un limite minimo di 15 anni che non sempre viene rispettato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>No woman, no drive<\/b><\/p>\n<p>L\u2019interesse mondiale si \u00e8 recentemente concentrato sul divieto imposto alle donne saudite di <b>guidare<\/b> l\u2019auto. Un interesse suscitato dalla protesta delle saudite, che hanno sfidato il divieto. Diverse organizzazioni femministe hanno chiamato le donne alla disobbedienza civile, <a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi2510.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-280\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi2510-300x193.jpg\" alt=\"saudi2510\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi2510-300x193.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi2510-600x387.jpg 600w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/saudi2510.jpg 622w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>invitandole a filmarsi mentre guidano, per ottenere il riconoscimento del diritto di guidare veicoli a motore. La legge non lo vieta esplicitamente, ma per guidare le donne devono richiedere un apposito permesso, che non viene rilasciato quasi mai.<\/p>\n<p>Il primo episodio avvenne nella citt\u00e0 di al-Khobar, sul Golfo Persico, nel maggio del 2011: protagonista la 32enne <b>Manal al-Sharif<\/b>, che il giorno successivo venne arrestata e trattenuta in carcere per una settimana. La ricercatrice egiziana, di padre saudita, Mai Yamani ha commentato la vicenda accostandola al celebre gesto di Rosa Parks, che nel 1955, a Montgomery, in Alabama, rifiutandosi di rispettare la legge locale cedendo il proprio posto su un autobus, contribu\u00ec in modo determinante a scatenare il movimento per i diritti civili dei neri americani.<\/p>\n<p>Manal ha ricevuto nel 2012 il premio \u201c<i>Vaclav Havel<\/i>\u201d per il dissenso creativo, da parte del <i>Freedom Forum<\/i> di Oslo. A chi sostiene che dare la <b>patente alle donne<\/b> le sottopone al rischio di contatti con estranei (meccanici, per esempio), lei risponde che dare loro la possibilit\u00e0 di guidare e muoversi autonomamente darebbe invece loro maggiore sicurezza, ricordando che non tutte le famiglie possono permettersi lo stipendio di un <b>autista<\/b>. Inoltre sono stati molti i casi di donne aggredite proprio dallo stesso autista. Divertente \u00e8 il video realizzato dal comico e cantante saudita Hisham Fageeh, che ha messo sul web un\u2019ironica <b>parodia<\/b> della canzone di Bob Marley \u201cNo woman, no cry\u201d, intitolandola \u201cNo woman, no drive\u201d.<\/p>\n<p>La protesta delle donne ha una data precisa. Il 26 ottobre 2013 hanno sfidato l\u2019implacabile polizia religiosa guidando l\u2019auto e filmandosi a vicenda, postando i video sui social network, e richiamando l\u2019attenzione generale. Lo sceicco\u00a0<b>Saleh al Luhaidan<\/b>, uno dei 21 membri del <i>Consiglio superiore <\/i>degli<i> Ulema<\/i>, la massima autorit\u00e0 religiosa della monarchia sunnita, prova a impedire il dilagare dell\u2019ondata, citando improbabili elementi scientifici: \u00ab<i>Quando una donna guida un\u2019automobile, ad eccezione di una reale necessit\u00e0, questo potrebbe avere un impatto fisiologico negativo, visto che studi medici fisiologici e funzionali dimostrano che colpisce automaticamente le ovaie e solleva il bacino. Le donne dovrebbero mettere la ragione prima del cuore, delle emozioni e delle passioni<\/i>\u00bb. Incredibile. Il re Abd Allah \u00e8 in pessime condizioni di salute, la sua morte \u00e8 stata annunciata in pi\u00f9 occasioni: il monarca sembra non riuscire pi\u00f9 ad illuminare il suo Regno, e le sue idee hanno sempre meno peso rispetto a quelle dello sceicco Luhaidan che proprio grazie alla sua strenua opposizione all\u2019espansione dei diritti delle donne ha conquistato la leadership dei conservatori in Arabia Saudita, che costituiscono la maggioranza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Blog e cinema<\/b><\/p>\n<p>La cultura e l\u2019istruzione femminile, comunque, sono molto diffuse nel regno, e il carattere conservatore della societ\u00e0 saudita non ha impedito che le donne diventassero chirurghi, designer, docenti, giornaliste, donne d\u2019affari.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Giornalista.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-299 alignleft\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Giornalista-300x213.jpg\" alt=\"Giornalista\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Giornalista-300x213.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Giornalista-280x200.jpg 280w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Giornalista.jpg 388w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La blogger saudita <b>Eman al-Nafjan<\/b> gestisce a Riyadh un blog di cultura e societ\u00e0, il Saudiwoman\u2019s Weblog (<a href=\"http:\/\/saudiwoman.me\/\">http:\/\/saudiwoman.me\/<\/a>). Sul blog ha pubblicato i nomi degli uomini che sono in carcere per aver aiutato le donne. Come per esempio questo giornalista, Tariq al Mubarak, che ha sostenuto la campagna \u201c<i>Oct26th Women Driving<\/i>\u201d, ed \u00e8 stato arrestato il giorno dopo.\u00a0Eman al Nafjan ha citato un\u2019espressione saudita che descrive le contraddizioni del suo Paese. I sauditi parlano spesso di &#8220;Saudi exceptionality&#8221;, straordinariet\u00e0 saudita. Le posizioni degli uomini, come si pu\u00f2 immaginare, sono molto diverse fra loro. La maggior parte, comunque, non approva il <b>senso di superiorit\u00e0<\/b> degli occidentali. Una delle affermazioni pi\u00f9 comuni \u00e8 \u201cil fatto che mia moglie e mia figlia abbiano il capo coperto non significa che siano stupide\u201d.<\/p>\n<p>Le donne saudite non possono guidare l\u2019auto, per\u00f2 possono andare in <b>bicicletta<\/b>. La \u201cconquista\u201d \u00e8 stata ufficializzata nell\u2019aprile 2013, a condizioni ben precise: possono andare in bicicletta soltanto per svago, quindi nei parchi o sul lungomare, indossando sempre l\u2019<i>abaya<\/i> e sempre in compagnia di un uomo, per poter essere soccorse in caso di un incidente. Qualcuno collega questa apertura delle autorit\u00e0 saudite al successo internazionale del film \u201cLa bicicletta verde\u201d, opera prima della coraggiosa regista saudita <b>Haifaa al-Mansour<\/b>, che narra la vicenda di una bambina di Ryad di undici anni, che sognava di possedere una bicicletta.<\/p>\n<p>Anche per il cinema ci sono seri problemi. Nel Regno non esistono sale cinematografiche, e i sauditi si recano nei cinema oltre confine, in Bahrein o negli Emirati, oppure scaricano i film dal web. Il primo, debole tentativo di legittimazione \u00e8 stato il <b>Saudi Film Festival<\/b> di Dammam, sulla costa orientale. Si parla oggi di proiezioni clandestine, con spettatori convocati con appuntamenti sui social network. Sta ottenendo un buon successo un <b>regista<\/b> emergente, Feras Bugnah, che nel 2011 \u00e8 stato arrestato per aver messo su YouTube un documentario sulla povert\u00e0 a Ryad, e nel 2013, sempre su YouTube, ha pubblicato una serie di <b>video<\/b> nei quali lui stesso impersona personaggi fuori dal comune: un mendicante, un cieco, uno spazzino, un disabile. Il programma, dal titolo \u201cYoumak Maai\u201d (\u201cLa tua giornata con me\u201d) si propone di sensibilizzare i sauditi sulle diversit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Piccoli grandi segnali di cambiamento<\/b><\/p>\n<p>Le cose cominciavano gi\u00e0 a cambiare dal 2011, quando i movimenti nati dopo la \u201c<b>Rivolta dei gelsomini<\/b>\u201d tunisina infiammavano le nazioni arabe. Soltanto nel 2011, infatti, re Abdullah, in un discorso del 25 settembre, quattro giorni prima delle elezioni municipali (le uniche consultazioni elettorali esistenti nel Paese), ha concesso alle donne l\u2019estensione del diritto di voto, che le donne saudite potranno esercitare per la prima volta nel 2015. E\u2019 stata la pressione della campagna \u201c<i>Baladi<\/i>\u201d (\u201cil mio paese\u201d) organizzata da diverse attiviste, tra cui <b>Nailah Attar<\/b>, che sull\u2019onda delle \u201cprimavere arabe\u201d ha spinto le donne saudite a recarsi a migliaia negli uffici di registrazione per le consultazioni municipali. Esse avranno anche la possibilit\u00e0 di candidarsi ma, naturalmente, senza mostrare il proprio volto sui manifesti.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del 2013, tra forti polemiche da parte dei\u00a0 conservatori, alle donne \u00e8 stato concesso di entrare a far parte del <b>Consiglio consultivo<\/b> della <b>Shura<\/b> (lett. \u201c<i>assemblea<\/i>\u201d), i cui 150 membri vengono eletti ogni quattro anni, riservando loro una percentuale del 20% dei posti, come promesso dal sovrano saudita due anni prima. Trenta, quindi, sono oggi le donne nel Consiglio, anche se per partecipare devono usare ingressi separati, comunicare esclusivamente via audio o video e avvalersi di staff esclusivamente femminili. Insomma, l\u2019ennesima contraddizione.<\/p>\n<p>Ma i piccoli passi avanti dell\u2019Arabia Saudita verso le donne sono stati di certo favoriti anche dalle pressioni della parte femminile della famiglia <a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/602-0-20110927_190025_B3EA0DAB.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-274\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/602-0-20110927_190025_B3EA0DAB-300x218.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/602-0-20110927_190025_B3EA0DAB-300x218.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/602-0-20110927_190025_B3EA0DAB-600x436.jpg 600w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/602-0-20110927_190025_B3EA0DAB.jpg 602w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>reale, in particolare la figlia pi\u00f9 giovane, <b>Adila<\/b>, che qualche anno fa fece arrabbiare i fondamentalisti, rinunciando pubblicamente al <i>niqab<\/i>, per indossare un semplice foulard. Un ruolo fondamentale potrebbero averlo svolto alcune ricche e potenti donne saudite, quali <b>Khlood al-Dukheil<\/b>, imprenditrice, o <b>Lubna Olayan<\/b>, a capo di una delle pi\u00f9 forti banche del Paese. Va detto che nelle aziende saudite sono moltissime le cariche ricoperte da cosiddette <i>token women<\/i>, cio\u00e8 figure femminili a cui sono stati assegnati incarichi presso aziende saldamente in mani maschili, non perch\u00e9 lo meritassero, ma proprio per sbandierare una presunta \u201capertura\u201d ai diritti femminili. Sicuramente una svolta decisiva \u00e8 arrivata nel febbraio del 2009, quando Re Abdullah fece entrare per la prima volta nel Governo una donna, <b>Noura al-Fayez<\/b>, una quarantenne con studi negli Stati Uniti, con il compito di occuparsi dell\u2019istruzione ed in modo particolare, ovviamente, dell\u2019istruzione femminile.<\/p>\n<p>Un altro significativo passo per l\u2019emancipazione femminile \u00e8 stata l\u2019apertura del primo studio legale totalmente femminile. Lo gestisce <b>Bayan Alzahran<\/b>, la prima donna ad ottenere la qualifica di avvocato in Arabia Saudita, la quale ha precisato che il suo studio offrir\u00e0 il sostegno legale non soltanto a donne, ma anche a uomini. Anche quella di avvocato \u00e8 una delle professioni aperte da poco alle donne, soltanto nel febbraio del 2011 il Ministero della Giustizia saudita ha concesso alle donne avvocato di poter sostenere cause connesse al diritto di famiglia. Le reazioni all\u2019iniziativa sono state positive, l\u2019avvocato Alzahran dice che ha ricevuto sul suo account twitter centinaia di messaggi di congratulazioni.<\/p>\n<p>Notizia recentissima \u00e8 la nomina di <b>Somayya Jabarti<\/b> a direttrice del quotidiano in lingua inglese <i>Saudi Gazette<\/i>, dopo tredici anni di lavoro a fianco del precedente direttore. Mai, prima d\u2019ora, era stato affidato ad una donna, in questo Paese, un incarico di tale responsabilit\u00e0<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Le donne e lo sport<\/b><\/p>\n<p>Ma l\u2019avvocato Alzahran e la giornalista Jabarti non sono le uniche in<\/p>\n<div id=\"attachment_271\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Raha-Moharrak.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-271\" class=\"size-thumbnail wp-image-271\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Raha-Moharrak-150x150.jpg\" alt=\"Raha Moharrak\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-271\" class=\"wp-caption-text\">Raha Moharrak<\/p><\/div>\n<p>fatto\u00a0di primati che, ne siamo sicuri, si moltiplicheranno nei prossimi anni: nel\u00a0maggio 2013 una venticinquenne di Jeddah,\u00a0<b>Raha Moharrak<\/b>, \u00e8 la prima donna saudita a raggiungere la vetta dell\u2019<b>Everest<\/b>, in una spedizione in cui erano presenti, anch\u2019essi per la prima volta per i loro paesi, un ragazzo del Qatar ed un palestinese. \u201cNon mi interessa essere stata la prima\u201d, scrive sul diario della spedizione \u201cci\u00f2 che conta \u00e8 che io possa ispirare qualcun\u2019altra ad essere la seconda\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Uno degli sport pi\u00f9 popolari e praticati in Arabia Saudita \u00e8 il <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">basket<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">. La federazione del regno ha puntato sugli esperti professionisti americani dell\u2019NBA per la formazione dei propri allenatori, ma la cosa sorprendente \u00e8 che il basket sembra essere proprio lo sport pi\u00f9 praticato dalle ragazze. La ragione principale sta nel fatto che le scuole non permettono alle ragazze la pratica sportiva: nelle scuole pubbliche \u00e8 (ovviamente) vietato. <\/span><span style=\"line-height: 1.5em\">Le <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">studentesse<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\"> possono praticarla in quelle private, che per\u00f2 non sono dotate di campi di calcio, ma di numerose palestre per pallavolo e basket.<\/span><\/p>\n<p>Nel Paese \u00e8 forte la polemica per mettere fine a questo assurdo divieto, visti anche i problemi di <b>obesit\u00e0<\/b> e osteoporosi che affliggono le ragazze saudite. Per il momento i passi avanti sono timidi ma incoraggianti. Soltanto nel giugno del 2013 \u00e8 stato aperto nella citt\u00e0 di al-Khobar (quella del primo video di una donna al volante) un centro sportivo femminile che permette alle donne di praticare karate, yoga e programmi di fitness, sotto le direttive di insegnanti (donne, ovvio!) formatesi all\u2019estero. Anche se sono molti a sapere che i \u201c<b>centri benessere<\/b>\u201d femminili, numerosi in tutto il Paese, sono ormai delle vere e proprie palestre per sole donne.<\/p>\n<div id=\"attachment_279\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sarah-attar-saudi-arabia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-279\" class=\"size-medium wp-image-279 \" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sarah-attar-saudi-arabia-300x219.jpg\" alt=\"sarah-attar-saudi-arabia\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sarah-attar-saudi-arabia-300x219.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sarah-attar-saudi-arabia-600x439.jpg 600w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/sarah-attar-saudi-arabia.jpg 617w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-279\" class=\"wp-caption-text\">Sarah Attar negli 800m a Londra<\/p><\/div>\n<p>Alle <b>Olimpiadi<\/b> di Londra l\u2019Arabia Saudita, per la prima volta nella sua storia, ha iscritto due ragazze: una judoka, <strong>Wojdan Shaherkani<\/strong>, e una mezzofondista,<strong> Sarah Attar<\/strong>, che durante la sua partecipazione alle batterie degli 800m, col velo in testa ed una divisa verde con maniche lunghe, ha ricevuto una vera e propria ovazione da parte del pubblico dell\u2019Olympic Stadium. La Shaherkani, invece, ha dovuto sostenere fortissime polemiche perch\u00e9 avrebbe dovuto gareggiare senza l\u2019hijab, secondo le regole del CIO. Alla fine si \u00e8 arrivati al compromesso di coprirle il capo con un particolare hijab usato dalle donne per tutti gli sport. E\u2019 stata eliminata al primo turno, ma la soddisfazione per aver partecipato, per lei \u00e8 stata grande.<\/p>\n<p>Anche l\u2019amazzone ventenne<strong> Dalma Rushdi Malhas<\/strong>, nata in Ohio da genitori palestinesi e naturalizzata saudita, avrebbe dovuto partecipare, ma \u00e8 stata esclusa per l\u2019infortunio del proprio<strong> cavallo<\/strong>. Un altro caso di sospetta discriminazione.<\/p>\n<p>Il Gran Muft\u00ec Abd al-Aziz al-Shaikh, gi\u00e0 citato capo della Mutawa, nel 2012 aveva affermato, a proposito delle Olimpiadi: \u00ab<em>Le donne dovrebbero stare in casa. Non c\u2019\u00e8 alcuna necessit\u00e0 che gareggino in attivit\u00e0 sportive, anzi gli sforzi richiesti dallo sport provocano danni alla salute delle giovani vergini<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Un po\u2019 di poesia<\/b><\/p>\n<p>La storia \u00e8 vecchia di quattro anni, si svolge nell\u2019aprile del 2010, quando nella popolarissima trasmissione televisiva degli Emirati, \u201c<i>Sha\u2019ir al-Milyun<\/i>\u201d (\u201cpoeta da un milione\u201d), si presenta la saudita <b>Hissa Hilal<\/b>. Scrittrice e redattrice a distanza della sezione poesia del giornale londinese in lingua araba \u201cal-Hayat\u201d, ha dimostrato nella poesia in stile <b>nabati<\/b> (forma lirica beduina, tradizionale del Golfo Persico) una maestria tale da potersi permettere affermazioni scomode, denunciando gli<\/p>\n<div id=\"attachment_268\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/hissa_hilal_poetessa_saudita-447.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-268\" class=\"size-thumbnail wp-image-268 \" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/hissa_hilal_poetessa_saudita-447-150x150.jpg\" alt=\"Hissa Hilal, poetessa saudita\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-268\" class=\"wp-caption-text\">Hissa Hilal, poetessa saudita<\/p><\/div>\n<p>estremismi e le sentenze religiose. Indossava abaya e niqab, e con voce tremante ma decisa spargeva i suoi versi sulla platea, soprattutto televisiva, nella quale sapeva molti sauditi: \u201c<i>Ho visto il male negli occhi delle fatwe, in un tempo in cui ci\u00f2 che \u00e8 ammesso viene confuso e distorto per poterlo vietare<\/i>\u201d. Le minacce di morte non hanno tardato a raggiungerla, ma Hissa ha proseguito fino all\u2019ultima serata, diventando una star televisiva. Ha ottenuto un ottimo terzo posto, ma la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 stata dimostrare che una donna, anche se non viene da una famiglia importante, pu\u00f2 farcela, e vedere che \u201c<i>la gente nelle strade \u00e8 contenta che io abbia parlato cos\u00ec apertamente<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Quanto abbiamo detto finora impone, a questo punto, una riflessione.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 molta <b>propaganda anti-araba<\/b> nei commenti sulla carenza dei diritti civili in Arabia Saudita. Noi guardiamo la societ\u00e0 del Regno con gli occhi della cultura occidentale. Molte donne saudite, grazie anche alla crescente globalizzazione, guardano ad occidente con il desiderio di una maggiore libert\u00e0, per\u00f2 sono convinto che moltissime donne arabe non farebbero cambio con le occidentali. Questione di cultura. In quella saudita, le donne non hanno certamente la libert\u00e0 di cui godono le occidentali, ma sono allo stesso tempo pi\u00f9 <b>protette<\/b>. La vita sociale del regno wahabita si svolge con queste regole e come abbiamo visto i cambiamenti sono piccoli e lenti. Ma come abbiamo gi\u00e0 detto, le limitazioni di movimento non hanno impedito alle saudite di conquistare posizioni anche di eccellenza, cos\u00ec come siamo sicuri non impedisca loro di vivere la quotidianit\u00e0 in modo sereno.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 saudita, quindi, \u00e8 in lenta ma costante trasformazione. Il progresso economico, ormai legato anche alla <b>partecipazione femminile<\/b> al lavoro, dovr\u00e0 essere accompagnato anche da un\u2019estesa riforma sociale, che permetta la completa accettazione di presenze femminili anche nella vita pubblica. In un rapporto del 2012 Tony Klug, consigliere speciale per il Medio Oriente dell\u2019Oxford Research Group, sostiene che le ultime aperture siano soltanto di facciata. In realt\u00e0 il governo saudita si preoccupa di reprimere il <b>dissenso interno<\/b>, cresciuto in seguito alle \u201cPrimavere\u201d succedutesi negli altri paesi dell\u2019area, come dimostrerebbe anche l\u2019appoggio delle truppe saudite al Bahrein per schiacciare la rivolta della sua popolazione.<\/p>\n<p>La maggiore preoccupazione del Regno \u00e8 per\u00f2 la crescente influenza iraniana nella regione delle grandi monarchie sunnite. Lo dimostra la vitalit\u00e0, nelle proteste di questi ultimi anni, delle citt\u00e0 saudite delle regioni orientali, nelle quali sono presenti le <b>basi militari americane<\/b>, ma in cui, allo stesso tempo, vive una <b>minoranza sciita<\/b> sempre pi\u00f9 influente.<\/p>\n<p>Staremo a vedere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Basket.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-298\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Basket-300x204.jpg\" alt=\"Basket\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Basket-300x204.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Basket-116x80.jpg 116w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Basket.jpg 440w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono date che rimangono impresse nello scorrere della Storia, come una chiave di volta che regge la struttura di tutti gli avvenimenti di quel periodo e di quelli futuri, fino ad arrivare ai nostri giorni. 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