{"id":181,"date":"2013-11-19T06:42:13","date_gmt":"2013-11-19T06:42:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/?p=181"},"modified":"2015-03-27T15:29:57","modified_gmt":"2015-03-27T15:29:57","slug":"il-paese-dei-corrotti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/societa\/il-paese-dei-corrotti\/","title":{"rendered":"Il Paese dei corrotti"},"content":{"rendered":"<p><b>Apologo sull\u2019onest\u00e0 nel paese dei corrotti<\/b><\/p>\n<p><i>di Italo Calvino<\/i><\/p>\n<p><i>C\u2019era un paese che si reggeva sull\u2019illecito. Non che mancassero le leggi, n\u00e9 che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti pi\u00f9 o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perch\u00e9 quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si \u00e8 pi\u00f9 capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente, cio\u00e8 chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di <b>favori<\/b>, in genere gi\u00e0 aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo di una sua armonia.<\/i><\/p>\n<p><i>Nel finanziarsi per via illecita, ogni centro di potere non era sfiorato da alcun senso di colpa, perch\u00e9 per la propria morale interna ci\u00f2 che era fatto nell\u2019interesse del gruppo era lecito, anzi benemerito, in quanto ogni gruppo identificava il proprio potere col bene comune: l\u2019<b>illegalit\u00e0<\/b> formale quindi non escludeva una superiore legalit\u00e0 sostanziale.<\/i><\/p>\n<p><i>Vero \u00e8 che in ogni transazione illecita a favore di entit\u00e0 collettive \u00e8 usanza che una quota parte resti in mano di singoli individui, come equa ricompensa delle indispensabili prestazioni di procacciamento e mediazione: quindi l\u2019illecito che per la morale interna del gruppo era lecito, portava con s\u00e9 una frangia di illecito anche per quella morale. Ma a guardare bene, il privato che si trovava a intascare la sua <b>tangente <\/b>individuale sulla tangente collettiva, era sicuro di aver fatto agire il proprio tornaconto personale in favore del tornaconto collettivo, cio\u00e8 poteva senza ipocrisia convincersi che la sua condotta era non solo lecita ma benemerita.<\/i><\/p>\n<p><i>Il paese aveva nello stesso tempo anche un dispendioso bilancio ufficiale, alimentato dalle imposte su ogni attivit\u00e0 lecita, e finanziava lecitamente tutti coloro che lecitamente o illecitamente riuscivano a farsi finanziare.<\/i><\/p>\n<p><i>Poich\u00e9 in quel paese nessuno era disposto non diciamo a fare bancarotta, ma neppure a rimetterci di suo (e non si vede in nome di che cosa si sarebbe potuto pretendere che qualcuno ci rimettesse), la <b>finanza pubblica<\/b> serviva a integrare lecitamente in nome del bene comune i disavanzi delle attivit\u00e0 che sempre in nome del bene comune si erano distinte per via illecita.<\/i><\/p>\n<p><i>La riscossione delle tasse che in altre epoche e civilt\u00e0 poteva ambire di far leva sul dovere civico, qui ritornava alla sua schietta sostanza d\u2019atto di forza (cos\u00ec come in certe localit\u00e0 all\u2019esazione da parte dello stato si aggiungeva quella di organizzazioni gangsteristiche o mafiose), atto di forza cui il contribuente sottostava per evitare guai maggiori, pur provando anzich\u00e9 il sollievo del dovere compiuto la sensazione sgradevole di una <b>complicit\u00e0 passiva<\/b> con la cattiva amministrazione della cosa pubblica e con il privilegio delle attivit\u00e0 illecite, normalmente esentate da ogni imposta.<\/i><\/p>\n<p><i>Di tanto in tanto, quando meno ce lo si aspettava, un tribunale decideva di applicare le leggi, provocando piccoli terremoti in qualche centro di potere e anche arresti di persone che avevano avuto fino ad allora le loro ragioni per considerarsi <b>impunibili<\/b>. In quei casi il sentimento dominante, anzich\u00e9 di soddisfazione per la rivincita della giustizia, era il sospetto che si trattasse di un regolamento di conti di un centro di potere contro un altro centro di potere. Cos\u00ec che era difficile stabilire se le leggi fossero usabili ormai soltanto come armi tattiche e strategiche nelle guerre intestine tra interessi illeciti, oppure se i tribunali per legittimare i loro compiti istituzionali dovessero accreditare l\u2019idea che anche loro erano dei centri di potere e di interessi illeciti come tutti gli altri.<\/i><\/p>\n<p><i>Naturalmente una tale situazione era propizia anche per le associazioni a delinquere di tipo tradizionale, che coi sequestri di persona e gli svaligiamenti di banche s\u2019inserivano come un elemento d\u2019imprevedibilit\u00e0 nella <b>giostra dei miliardi<\/b>, facendone deviare il flusso verso percorsi sotterranei, da cui prima o poi certo riemergevano in mille forme inaspettate di finanza lecita o illecita.<\/i><\/p>\n<p><i>In opposizione al sistema, guadagnavano terreno le organizzazioni del terrore che, usando quegli stessi metodi di finanziamento della tradizione fuorilegge, e con un ben dosato stillicidio d\u2019ammazzamenti distribuiti tra tutte le categorie di cittadini illustri e oscuri, si proponevano come l\u2019unica alternativa globale al sistema. Ma il loro effetto sul sistema era quello di rafforzarlo fino a diventarne il puntello indispensabile, e ne confermavano la convinzione d\u2019essere il migliore sistema possibile e di non dover cambiare in nulla.<\/i><\/p>\n<p><i>Cos\u00ec tutte le forme di illecito, da quelle pi\u00f9 sornione a quelle pi\u00f9 feroci, si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilit\u00e0 e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. <\/i><\/p>\n<p><i>Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato \u00a0per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: <strong>gli onesti<\/strong>.<\/i><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-185 alignright\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/italo-calvino-300x199.jpg\" alt=\"italo-calvino\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/italo-calvino-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/italo-calvino.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><i>Erano, costoro, onesti non per qualche speciale ragione (non potevano richiamarsi a grandi principi, n\u00e9 patriott<\/i><i>ici n\u00e9 sociali n\u00e9 religiosi, che non avevano pi\u00f9 corso): erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Inso<\/i><i>mma\u00a0<\/i><i>non potevano farci niente se erano cos\u00ec, se le cose che stavano loro a cuor<\/i><i>e non erano direttamente valutabili\u00a0<\/i><i>in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno al lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione di altre persone.<\/i><\/p>\n<p><i>In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto, gli onesti erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento che cosa avrebbero dovuto fare. Sapevano che fare la morale agli altri, indignarsi, predicare la virt\u00f9 sono cose che riscuotono troppo facilmente l\u2019approvazione di tutti, in buona o in mala fede. Il <b>potere<\/b> non lo trovavano abbastanza interessante per sognarlo per s\u00e9 (o almeno quel potere che interessava agli altri); non si facevano illusioni che in altri paesi non ci fossero le stesse magagne, anche se tenute pi\u00f9 nascoste; in una societ\u00e0 migliore non speravano perch\u00e9 sapevano che il peggio \u00e8 sempre pi\u00f9 probabile.<\/i><\/p>\n<p><i>Dovevano rassegnarsi all\u2019estinzione? No, la loro consolazione era pensare che cos\u00ec come in margine a tutte le societ\u00e0 durate millenni s\u2019era perpetuata una controsociet\u00e0 di malandrini, di tagliaborse, di ladruncoli, di gabbamondo, una controsociet\u00e0 che non aveva mai avuto nessuna pretesa di diventare \u201cla\u201d societ\u00e0, ma solo di sopravvivere nelle pieghe della societ\u00e0 dominante e affermare il proprio modo di esistere a dispetto dei principi consacrati, e per questo aveva dato di s\u00e9 (almeno se vista non troppo da vicino) un\u2019immagine libera e allegra e vitale, cos\u00ec la <b>controsociet\u00e0 degli onesti<\/b> forse sarebbe riuscita a persistere ancora per secoli, in margine al costume corrente, senza altra pretesa che di vivere la propria diversit\u00e0, di sentirsi dissimile da tutto il resto, e a questo modo magari avrebbe finito per significare qualcosa d\u2019essenziale per tutti, per essere immagine di qualcosa che le parole non sanno pi\u00f9 dire, di qualcosa che non \u00e8 stato ancora detto e ancora non sappiamo cos\u2019\u00e8.<\/i><\/p>\n<p>Italo Calvino, La Repubblica, 15 Marzo\u00a01980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel suo consueto impeccabile stile, <b>Italo Calvino<\/b> descrive mirabilmente la societ\u00e0 italiana, pur senza mai nominarla in modo esplicito. Non si pu\u00f2 fare a meno di notare come il Paese da lui descritto nel 1980 sia perfettamente assimilabile all\u2019Italia di oggi. Questa similitudine dimostra che il male italiano \u00e8 antico e ormai endemico, a dispetto di chi afferma che i guai del nostro Paese siano il frutto del berlusconismo degli ultimi vent\u2019anni e del vuoto degli anni Ottanta. <b>Il deficit italiano<\/b>, lo abbiamo gi\u00e0 detto e vogliamo ribadirlo con forza, non \u00e8 economico, ma culturale.<\/p>\n<p>Lo si capisce anche dalle parole di un\u2019altra autorevole voce fra le tante che si levano contro la corruzione dilagante, quella di <b>don Luigi Ciotti<\/b>, il fondatore del Gruppo Abele e dell\u2019associazione \u201cLibera\u201d, impegnata attivamente nella lotta alle mafie. Libera e il Gruppo Abele hanno lanciato da qualche tempo la campagna \u201c<b>Riparte il futuro<\/b>\u201d (<a href=\"http:\/\/www.riparteilfuturo.it\/\">www.riparteilfuturo.it<\/a>), che si propone di sensibilizzare l\u2019opinione pubblica sui guasti economici e sociali della corruzione, ma soprattutto di promuovere una legge capace di contrastarla con efficacia. Secondo don Ciotti, come afferma in un\u00a0 intervento sul Sole 24 Ore del 7 luglio 2013, \u201c<i>la speranza \u00e8 di arrivare in tempi brevi almeno alla riforma del reato di voto di scambio, la cui natura non pu\u00f2 essere solo economica. Oltre che nella mazzetta, la tangente viaggia infatti sui binari del privilegio, del favore, della raccomandazione, dell\u2019omissione, dell\u2019<b>abuso<\/b>. Contrasteremo seriamente la corruzione solo quando la fattispecie del reato non riguarder\u00e0 solo lo scambio in denaro, ma tutti gli altri \u201cbenefici\u201d che chiama in causa<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<i>Il corruttore ha la tendenza a giustificare il proprio male o addirittura a non vederlo come tale, dal momento che la sua condotta trova il consenso del corrotto, il quale a sua volta minimizza la sua colpa volendo credere di essersi limitato ad accettare un\u2019offerta. \u00c8 questo <b>reciproco assolversi <\/b><strong>c<\/strong><i><strong>he lega corrotto e corruttore<\/strong>\u00a0dando loro l\u2019impressione di non procurare grave danno, e proprio qui sta il carattere contagioso della corruzione, la sua capacit\u00e0 di diffondersi come reato ad alto rendimento economico e basso senso di colpa<\/i>\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Insomma, prosegue don Ciotti, per combattere \u201c<i>un male <b>\u201cdepenalizzato\u201d nelle coscienze<\/b><\/i>\u201d non bastano le leggi, \u201c<i>\u00e8 necessario un grande impegno educativo. <a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/103958763-0f0ac4cd-cb71-45c3-bfd4-6a2100ff2129.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-182\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/103958763-0f0ac4cd-cb71-45c3-bfd4-6a2100ff2129-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/103958763-0f0ac4cd-cb71-45c3-bfd4-6a2100ff2129-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/103958763-0f0ac4cd-cb71-45c3-bfd4-6a2100ff2129-600x398.jpg 600w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/103958763-0f0ac4cd-cb71-45c3-bfd4-6a2100ff2129.jpg 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La corruzione si combatte allevando persone vigili e critiche, capaci di riconoscere il male anche quando si cela dietro forme invitanti<\/i>\u201d. E se un giovane \u201c<i>\u00e8 informato, sveglio, desideroso di impegnarsi, \u00e8 anche arrabbiato per come vanno le cose, sente che questo sistema \u00e8 nel suo insieme corro<\/i><i>tto. Ma non tanto perch\u00e9 affetto in senso stretto da corruzione, quanto perch\u00e9 malandato, stantio, inamovibile nelle sue logiche di potere, nei suoi <b>privilegi<\/b>, nella sua ottusa difesa del \u201cmercato\u201d come unico garante del benessere a dispetto delle inefficienze e delle ingiustizie (la povert\u00e0 diffusa e la disoccu<\/i><i>pazione non sono certo fatalit\u00e0!)<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<i>La corruzione \u00e8 un peccato sociale e va combattuta con leggi adeguate, ma prima ancora necessita di un enorme investimento educativo<\/i>\u201d. Ma riforme e leggi, educazione e cultura \u201c<i>rischiano di diventare vani se non si trover\u00e0 il coraggio politico di ridurre le <b>gigantesche disuguaglianze<\/b> che si sono prodotte in questi anni. La corruzione e le mafie ingrassano nel mare della disuguaglianza sociale. Sono forti dove i diritti sono deboli. Diamo a tutti la possibilit\u00e0 di vivere liberamente e dignitosamente, di riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini. Forse la corruzione non sparir\u00e0, ma torner\u00e0 ad essere un semplice reato, non una patologia sociale, non il male che rischia di divorare le basi stesse della nostra democrazia<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche <b>Papa Francesco<\/b>, cos\u00ec come gi\u00e0 aveva fatto quando era vescovo di Buenos Aires, ha parlato diffusamente della corruzione, intesa anche e soprattutto come corruzione dei costumi. Lo ha fatto fustigando chi, \u00a0non appena ha un po\u2019 di potere, tende a creare intorno a s\u00e9 un ambiente corrotto, al fine di sollevare se stesso e coloro che gli sono intorno dal senso di colpa. Concetto gi\u00e0 citato nelle parole di Calvino e don Ciotti.<\/p>\n<p>\u201c<i>Il corrotto<\/i>\u201d afferma il pontefice, \u201c<i>integrando nella sua personalit\u00e0 situazioni stabili di degenerazione dell\u2019essere, l<\/i><i>o\u00a0<\/i><i>\u00a0fa in\u00a0<\/i><i>m<\/i><i>odo tale da stimolare un senso ottimista della sua esistenza fino al punto di auto-ubriacarsi in quell\u2019anticipo dell\u2019esca<\/i><i>tologia che \u00e8 il <b>trionfa<\/b><\/i><i><b>lismo<\/b>. <a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/il-premier-Silvio-Berlusconi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-184\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/il-premier-Silvio-Berlusconi-300x199.jpg\" alt=\"Forza Italia - Scuola di Formazione Politica\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/il-premier-Silvio-Berlusconi-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/il-premier-Silvio-Berlusconi.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il peccatore aspetta il perdono\u2026 il corrotto no, perch\u00e9 non si sente nel peccato: ha trionfato. \u00c8 precisamente questo trionfalismo, nato dal sentirsi misura di qualsiasi giudizio, che permette al corrotto di abbassare gli altri alla propria misura trionfale. Mi spiego: un ambiente di corruzione, una persona corrotta, non permette di crescere in libert\u00e0. Il corrotto non conosce la fraternit\u00e0 o l\u2019amicizia, ma la complicit\u00e0. Per lui non vale il precetto dell\u2019amore ai nemici o quella distinzione alla base della legge antica: o amico o nemico. Egli si muove nei parametri di <b>complice<\/b> o <b>ne<i><b>mico<\/b>.<\/i><\/b><\/i><\/p>\n<p><i>Per esempio, quando un corrotto esercita il potere, coinvolger\u00e0 sempre gli altri nella sua corruzione, li abbasser\u00e0 alla sua misura e li far\u00e0 complici della sua scelta di stile. Tutto questo in un ambiente che si impone di per s\u00e9 per il suo <b>stile trionfale<\/b>, da panem et circenses, con apparenza di senso comune nel giudicare le cose e senso della viabilit\u00e0 quando si profilano opzioni diverse. Poich\u00e9 la corruzione implica questo essere misura, essa \u00e8 proselitista. Il peccato e la tentazione sono contagiosi. La corruzione \u00e8 proselitista e mostra attivismo e attitudine a convocare<\/i>\u201d. E possiamo aggiungere una frase estratta da un suo libro del 1991, quando era vescovo di Buenos Aires: \u201c<i>La corruzione porta a perdere il <b>pudore<\/b> che custodisce la <b>verit\u00e0<\/b>. Il corrotto perde il pudore perch\u00e9 la coscienza non gli suggerisce pi\u00f9 il senso del limite<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Recentemente il pontefice\u00a0 ha affermato che \u201c<i>la vita del corrotto \u00e8 putredine<\/i>\u201d, condannando coloro che si mostrano come benefattori con una mano, ma con l\u2019altra rubano. In un articolo pubblicato dal Sole 24 ore il 24 marzo 2013, il Papa afferma che la corruzione sembra far parte della vita normale di una societ\u00e0, una dimensione denunciata e tuttavia accettabile nella convivenza sociale. Sostiene che dobbiamo sforzarci di rimuovere \u201c<i>il pretesto che la debolezza umana, assieme alla <b>complicit\u00e0<\/b>, crea l\u2019humus propizio alla corruzione. [\u2026] Imparare a discernere le diverse situazioni di corruzione che ci circondano e ci minacciano con le loro seduzioni<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre il corrotto \u201c<i>\u00e8 talmente arroccato nella soddisfazione della sua autosufficienza da non permettere di farsi mettere in discussione.[\u2026] Il corrotto ha costruito un\u2019autostima che si fonda esattamente sulle scorciatoie dell\u2019opportunismo, al prezzo della sua stessa dignit\u00e0 e di quella degli altri. Il corrotto ha la faccia da <b>non sono stato io<\/b>, \u201cfaccia da santarellino\u201d come diceva mia nonna. Si meriterebbe un dottorato honoris causa in cosmetica sociale. E il peggio \u00e8 che finisce per crederci<\/i>\u201d. <a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/papa-francesco1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-186\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/papa-francesco1-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/papa-francesco1-300x197.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/papa-francesco1.jpg 339w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Egli, il corrotto, ha \u201c<i>un certo complesso di \u201cinquestionabilit\u00e0\u201d. Si offende dinanzi a qualunque critica, discredita la persona o l\u2019istituzione che la emette, fa in modo che qualsiasi autorit\u00e0 morale in grado di criticarlo sia eliminata, ricorre a sofismi ed equilibrismi nominalistico-ideologici per giustificarsi, sminuisce gli altri e <b>attacca con l\u2019insulto quelli che la pensano diversamente<\/b><\/i>\u201d. E qui il pontefice cita Giovanni 9,34 (\u201cEssi risposero e gli dissero: Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi? E lo cacciaron fuori\u201d). Prosegue affermando che \u201c<i>Il corrotto \u00e8 solito perseguitarsi inconsciamente, ed \u00e8 tale l\u2019irritazione che gli genera questa auto persecuzione che la proietta sul prossimo e, da auto perseguitato, si trasforma in persecutore<\/i>\u201d. E conclude con una serie di citazioni dalle Sacre Scritture riguardanti la corruzione, che possiamo condensare in quella da San Giovanni 1,5: \u201c<i>\u201d<\/i>La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l\u2019hanno accolta<i>\u201d. Uomini che non accolgono la luce<\/i>, aggiunge Francesco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0, \u201cuomini che non accolgono la luce\u201d. Cosa si pu\u00f2 aggiungere a quanto scritto da tali autorevoli fonti? Possiamo fare due considerazioni.<\/p>\n<p>Per prima cosa, riprendendo una delle frasi di Italo Calvino, \u201c<i>quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si \u00e8 pi\u00f9 capaci di concepire la vita in altro modo<\/i>\u201d, occorre sottolineare che la corruzione non pu\u00f2 essere intesa soltanto come passaggio illecito di fondi e favori, ma \u00e8 giusto parlare anche di corruzione dei costumi, delle abitudini degli Italiani. Ci deve essere un adeguato rapporto tra le retribuzioni pi\u00f9 basse e quelle dei dirigenti. In un sistema economico nel quale gli stipendi pi\u00f9 bassi viaggiano tra i 1.000 e i 1.500 euro (e qualcuno guadagna anche meno), molte persone non riescono a concepire una vita dignitosa con entrate al di sotto dei 15.000 al mese. Nel 2011 il governo Monti aveva fissato un tetto sulle retribuzioni dei <b>dirigenti pubblici<\/b> a \u20ac 294.000. Trovo che questo limite sia esagerato. Significa legittimare un rapporto almeno di dieci a uno tra i diversi livelli retributivi. Sarebbe pi\u00f9 corretto dimezzare il limite: mi sembra ragionevole, come sosteneva Platone, pensare per i dirigenti ad un compenso cinque volte superiore a quello dei propri dipendenti. Sfido chiunque a vivere di stenti con uno stipendio di sette\/ottomila euro al mese! Eppure si continua a tagliare le spese della pubblica amministrazione riducendo le retribuzioni dei dipendenti di base, quando non addirittura a licenziarli, piuttosto che toccare gli esagerati compensi dei dirigenti. Il risultato \u00e8 che la pubblica amministrazione mostra carenza di personale, ma non ha fondi per assumerne. Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 difficile da affrontare riguardo ai dirigenti pubblici, oltre all\u2019esosit\u00e0 dei compensi, \u00e8 che sono <b>troppi<\/b>. E molti di loro assumono cariche in base a scelte e criteri politici, risultando difficili, quindi, da rimuovere o anche soltanto da ridimensionare<\/p>\n<p>Manca in Italia il senso di \u201c<b>comunit\u00e0<\/b>\u201d, molto forte, invece, in Germania, in Austria e nei Paesi del Nord Europa. Gli Italiani sono molto generosi, e non lo si pu\u00f2 negare, nel soccorso in occasione di grandi tragedie quali terremoti o alluvioni, ma manca loro la sensazione che ogni proprio gesto, anche il pi\u00f9 piccolo, ha conseguenze nei confronti dei propri concittadini. \u00c8 il rispetto per gli altri che manca, da noi. Incidenti stradali, rapine, scippi, evasione fiscale, strade sporche, muri imbrattati, infrastrutture spesso guaste, schiamazzi notturni, assenteismo sul lavoro, falsi invalidi, tutte facce della stessa idea di individualit\u00e0 che permea tutta la nostra societ\u00e0. \u00c8 soprattutto nei piccoli gesti che sfugge tale consapevolezza, nell\u2019intima convinzione in ognuno di rappresentare un\u2019eccezione alle <b>regole condivise<\/b>, con la tendenza all\u2019indulgenza verso se stessi e sostenendo la tesi che \u201c<i>c\u2019\u00e8 ben altro!<\/i>\u201d. Ed in tutto questo \u201c<i>benaltrismo<\/i>\u201d la corruzione ha terreno fertile per mettere solide radici.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/corruzione1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-188\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/corruzione1-300x127.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"127\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/corruzione1-300x127.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/corruzione1-600x255.jpg 600w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/corruzione1.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La seconda considerazione, infatti, riguarda il futuro della nostra societ\u00e0. Che fare? Si pu\u00f2 sperare che in un futuro non tanto remoto la societ\u00e0 in cui vivremo possa cessare di essere <b>competitiva<\/b>. Una competitivit\u00e0 portata all\u2019estremo \u00e8 la causa principale della corruzione. La vita moderna sembra sia tutta una rincorsa a chi possiede l\u2019auto pi\u00f9 bella, l\u2019ultimo modello di telefonino, il televisore pi\u00f9 grande e le vacanze pi\u00f9 invidiate. Il desiderio di prevalere sul prossimo e di accumulare ricchezze porta a perdere di vista la solidariet\u00e0 verso gli altri. Su La Stampa del 6 maggio 2010 un lettore aveva diffuso, con una lettera, l\u2019esibizione di un\u2019orchestra formata dagli allievi di due scuole medie, all\u2019Auditorium \u201cEnnio Morricone\u201d della Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia di Tor Vergata a Roma. I ragazzi hanno concluso lo spettacolo suonando <b>ognuno un brano diverso<\/b>, tutti insieme, secondo il proprio estro. Ecco, gli Italiani sono cos\u00ec, come un\u2019orchestra i cui elementi suonano ognuno un pezzo diverso. Singolarmente pregevoli e ben eseguiti da ottimi solisti, magari, ma che insieme producono un\u2019accozzaglia di suoni incomprensibili ed irritanti.<\/p>\n<p>La trasformazione della societ\u00e0 implica quindi il \u201c<i>grande sforzo educativo<\/i>\u201d cui accennava don Ciotti. In Italia, ognuno lavora per vivere (e fin qui, nulla di male). La nostra <b>Costituzione<\/b>, all\u2019art. 4, secondo comma (dimenticato da tutti, per ragioni di opportunismo), recita testualmente: \u201c<i>Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilit\u00e0 e la propria scelta, un&#8217;attivit\u00e0 o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ\u00e0<\/i>\u201d. Il lavoro, secondo la Costituzione, \u00e8 quindi un <b>dovere<\/b>, non un diritto. Il dovere di partecipare ad una societ\u00e0 sana ed equilibrata, facendo ognuno la propria parte. Il lavoro, in Italia, \u00e8 invece considerato soltanto come il mezzo con cui ciascuno di noi guadagna il pane quotidiano per s\u00e9 e per la propria famiglia, ma la competizione ci porta a cercare di prevalere sugli altri nell\u2019avere la casa pi\u00f9 bella, la vita migliore e poter cos\u00ec essere invidiati e rispettati. Per fortuna non per tutti \u00e8 cos\u00ec, ma tale spirito \u00e8 molto diffuso. Non si lavora per la comunit\u00e0 nella quale si vive, ma solamente per se stessi. Ecco perch\u00e9 molti ricorrono a quelle \u201c<b><i>scorciatoie dell\u2019opportunismo<\/i><\/b>\u201d citate dal pontefice, con cui si costruiscono quella rispettabilit\u00e0 che il solo sudore della fronte non arriva a concedere. <a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cpi_2008.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-183 alignleft\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cpi_2008-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cpi_2008-300x195.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/cpi_2008.jpg 432w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le mappe dell\u2019organizzazione \u201c<b>Transparency International<\/b>\u201d, che si occupa di valutare la corruzione nei diversi Paesi nel mondo, ci collocano in una posizione alquanto scomoda, affiancando l\u2019Italia alla media dei Paesi africani, asiatici e sudamericani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vita \u00e8 questa, si potrebbe obiettare, \u00e8 illusione pensare di poter cambiare le cose. Per\u00f2 qualcosa possiamo e dobbiamo fare. L\u2019educazione ed il cambiamento delle coscienze \u00e8 per sua natura un processo lunghissimo, generazionale, ma \u00e8 necessario fare qualcosa. Ancora una volta il passaggio obbligato, e fulcro su cui fare leva, dovrebbe essere <b>la scuola<\/b>. Da molto tempo il nostro sistema educativo propone un modello basato sulla competizione. Prima di tutto, la scuola \u00e8 vista dagli Italiani come mero passaggio obbligato per ottenere un lavoro e non una cultura personale, e ci\u00f2 ripropone il tema di una societ\u00e0 il cui unico scopo sembra essere il proprio sostentamento. Tale visione porta all\u2019illusione che colui che avr\u00e0 i voti pi\u00f9 alti, pi\u00f9 facilmente trover\u00e0 lavoro, illusione da cui nascono tutti i patetici tentativi di superare qualsiasi esame, da un\u2019interrogazione all\u2019esame di maturit\u00e0, con ogni mezzo lecito od illecito, per poter avere voti pi\u00f9 alti. Si confonde il mezzo con il fine, senza comprendere che i voti sono soltanto la valutazione di una cultura che si sta costruendo. Uno strumento, appunto. Ci si dimentica quasi sempre che quando un datore di lavoro cerca dipendenti, in un ipotetico <b>colloquio<\/b> di assunzione la sua preoccupazione non \u00e8 tanto sapere se il candidato conosce il lavoro che andr\u00e0 a svolgere, quanto se l\u2019individuo \u00e8 \u201csveglio\u201d, intelligente e capace di imparare alla svelta a gestire i problemi. La preparazione tecnica \u00e8 importante, ma quella non manca, nelle scuole italiane. Ci\u00f2 che invece scarseggia \u00e8 l\u2019insegnamento ai ragazzi a <b>ragionare con la propria testa<\/b>. Sono tutti troppo impegnati a conseguire i risultati, per ragionare sugli strumenti da utilizzare per raggiungerli.<\/p>\n<p>Il bravo insegnante \u00e8 colui che educa i propri allievi alla convinzione che soltanto aiutando gli ultimi, i compagni che hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0, la classe potr\u00e0 crescere e lavorare con pi\u00f9 vigore. Soltanto sostenendo chi fatica (a patto che questi ultimi si impegnino per gli altri allo stesso modo), la societ\u00e0 potr\u00e0 progredire e prosperare efficacemente. Insegnare ai futuri cittadini a <b>cooperare<\/b>, piuttosto che a competere, potrebbe essere una strada, non dico per eliminare, ma almeno far perdere efficacia alla mentalit\u00e0 della corruzione. Insegnare loro a suonare lo stesso brano musicale perch\u00e9 soltanto cos\u00ec la sinfonia \u00e8 gradevole. Diceva <b>Cicerone<\/b> che gli allievi di un buon Maestro dovevano \u201c<i>arrivare a fare di propria coscienza ci\u00f2 che oggi deve essere imposto per legge<\/i>\u201d. Una societ\u00e0 nella quale ognuno lavora per gli altri, invece che per se stesso, porter\u00e0 a considerare prioritario il proprio lavoro al servizio della collettivit\u00e0 rispetto al bisogno di accumulare beni e ricchezze da esibire per prevalere sugli altri.<\/p>\n<p>Quindi, per concludere, se vogliamo sperare di uscire dal sistema di corruzione in cui viviamo, iniziamo cancellando dal nostro dizionario la parola \u201ccompetizione\u201d, per sostituirla con \u201c<b>collaborazione<\/b>\u201d. Certo, non risolverebbe ogni problema, ma sicuramente le cose andrebbero un po\u2019meglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apologo sull\u2019onest\u00e0 nel paese dei corrotti di Italo Calvino C\u2019era un paese che si reggeva sull\u2019illecito. Non che mancassero le leggi, n\u00e9 che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti pi\u00f9 o meno dicevano di condividere. 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