{"id":174,"date":"2013-11-05T13:06:40","date_gmt":"2013-11-05T13:06:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/?p=174"},"modified":"2019-03-15T06:45:01","modified_gmt":"2019-03-15T06:45:01","slug":"salvate-i-gatti-maori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/mondo\/salvate-i-gatti-maori\/","title":{"rendered":"Ao Tea Roa, la chiamarono i Maori"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa mia gente \u00e8 venuta da Pora-Pora in grandi canoe. Vennero con tre grandi imbarcazioni che avevano nome <i>Tainvi<\/i>, <i>Tokomaru<\/i> e <i>Arawa<\/i>, orientandosi sul volo degli uccelli, sulla direzione di onde e correnti e, di notte, guardando le stelle. Andavano alla ricerca di un\u2019isola che il grande stregone, <i>Maui<\/i>, pesc\u00f2 dal profondo del mare per il grande <i>Kupe<\/i>, discendente della nobile stirpe di <i>Raiatea<\/i>. Quando l\u2019acqua divenne pi\u00f9 fredda, e cos\u00ec l\u2019aria, il capo di quella flottiglia, <i>Tamatea<\/i>, dal corpo tutto tatuato, scorse all\u2019orizzonte una lunga nuvola luminosa. Il grande stregone sacerdote, <i>Notoroirangi<\/i>, incit\u00f2 i rematori che raddoppiarono gli sforzi. Gli uomini alle vele raccolsero tutto il vento favorevole e le imbarcazioni si spinsero in avanti velocemente, tra le capriole dei delfini. Sul finir del giorno, la nuvola prendeva forma e consistenza, era <strong>Ao-Tea-Roa<\/strong>, quella che voi oggi chiamate Nuova Zelanda, sbarcarono sull\u2019isola e combatterono contro gli uccelli giganti che abitavano le sue spiagge, i <i>moa<\/i>. Cos\u00ec i Maori restarono per sempre sull\u2019isola\u201d.<\/p>\n<p>Con queste parole Hugo Pratt, il celebre romanziere, autore e disegnatore di Corto Maltese, racconta la nascita della <b>Nuova Zelanda<\/b> per bocca del maori Tarao, tra i principali protagonisti di uno dei suoi racconti pi\u00f9 celebri, \u201c<i>La ballata del mare salato<\/i>\u201d. Ao Tea Roa (\u201c<i>il paese della lunga nuvola bianca<\/i>\u201d) divenne cos\u00ec il territorio di questa popolazione di guerrieri. Questo succedeva intorno all\u2019anno 1350. In quel periodo l\u2019Europa, devastata dalla peste, era alle prese con la \u201ccattivit\u00e0 avignonese\u201d, lo scisma d\u2019Occidente: la sede papale era diventata Avignone e si affrontavano papi ed antipapi. Dante era morto da pochi anni, mentre in estremo Oriente il Giappone era dilaniato da una sanguinosa guerra civile.<\/p>\n<p>Nei \u00a0<i>kainga<\/i>, i villaggi maori, la societ\u00e0 era organizzata in <b>caste<\/b>: capi, sacerdoti, nobili, guerrieri e schiavi; i tatuaggi, (i <i>moko<\/i>, riconosciuti come forma d\u2019arte e patrimonio culturale soltanto nel 1999), ne indicavano il rango. Pi\u00f9 erano estesi, pi\u00f9 influente era la persona. Lo spirito guerriero si concretizzava in forme di <b>cannibalismo<\/b> sui vinti (ne bevevano il sangue) e in sacrifici umani, spirito che permise ai Maori di conservare per secoli il dominio sull\u2019arcipelago. Se ne accorse nel 1642 l\u2019olandese Abel <b>Tasman<\/b>, il primo occidentale che raggiunse Ao-Tea-Roa.<\/p>\n<p>La due navi, Heemskerk e Zeehan, furono circondate dai Maori che suonavano dentro specie di corni. Interpretando il suono come un benvenuto, Tasman rispose, senza sapere di aver accettato una dichiarazione di guerra. Quando i locali attaccarono una scialuppa uccidendone l\u2019equipaggio, gli Olandesi, spaventati, salparono e non misero pi\u00f9 piede su quelle isole, divulgando in Occidente la fama della ferocia dei loro abitanti. Nonostante tutto, furono proprio gli Olandesi a dare all\u2019arcipelago il nome \u201c<b>Nieuw Zeeland<\/b>\u201d.<\/p>\n<p>Trascorse oltre un secolo, perci\u00f2, prima di un nuovo contatto con una nave europea. Nel 1769 a sbarcare fu il grande navigatore inglese <b>James Cook<\/b>, esploratore e cartografo per conto della Royal Society di Londra, durante il suo viaggio in direzione di Tahiti. Incontrando la popolazione locale, rimase colpito dalla struttura complessa della societ\u00e0. Fu solo con l\u2019arrivo degli Inglesi che questa gente inizi\u00f2 a chiamare se stessa <b>Maori<\/b>, che significa \u201cnormale\u201d, mentre i bianchi erano <b>Pakeha<\/b>, \u201cstranieri\u201d, vocaboli tuttora utilizzati. Anche i Francesi tentarono di colonizzare le isole, ma quando, nel 1772, i Maori massacrarono l\u2019intero equipaggio di una loro nave, rinunciarono a qualsiasi pretesa.<a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/mondo\/salvate-i-gatti-maori\/attachment\/new-zealand-map\/\" rel=\"attachment wp-att-177\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-177\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/new-zealand-map-242x300.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/new-zealand-map-242x300.jpg 242w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/new-zealand-map.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel 1814 arrivarono i primi missionari, che introdussero il cristianesimo tentando di eliminare le abitudini pi\u00f9 cruente dei locali, come il cannibalismo. Arrivarono poi le prime <b>baleniere<\/b> inglesi, americane e francesi, che cominciarono a sfruttare il nuovo territorio. Arrivarono le armi da fuoco, le malattie dei bianchi, lo sfruttamento delle foreste, la prostituzione delle donne agli stranieri. Gli Inglesi, che nel frattempo avevano creato la <i>Compagnia della Nuova Zelanda<\/i>, tentarono di regolamentare questo sfruttamento selvaggio; nel 1840 il capitano William Hobson firmava con i locali il <b>Trattato di Waitangi<\/b>, che assegnava di fatto la sovranit\u00e0 agli Inglesi. Al popolo Maori il Trattato lasciava la propriet\u00e0 delle terre ed accordava la protezione da parte della potenza inglese. La conseguenza fu una trentina d\u2019anni di guerre tra Maori e Pakeha, fino al 1872. Il Trattato \u00e8 stato ripreso negli ultimi decenni: dal 1975 il <i>Treaty of Waitangi Act<\/i> raccoglie tutte le istanze della popolazione a tutela del <b><i>taonga<\/i><\/b>, la cultura e lo spirito dei Maori. Oggi \u00e8 la stessa autorit\u00e0 governativa, attraverso il <i>Waitangi Tribunal<\/i> e la <i>Maori Land Court<\/i>, che si occupa del controllo delle norme stabilite da questo Trattato. La disputa pi\u00f9 recente riguarda la propriet\u00e0 delle onde radio, in quanto i Maori sostengono che l\u2019aria faccia parte del <i>taonga<\/i>, e di conseguenza anche le onde che si propagano nell\u2019etere rientrano nel diritto di propriet\u00e0 della popolazione maori. La questione non \u00e8 di poco conto, perch\u00e9 lo sfruttamento della diffusione delle onde radio potrebbe prevedere un rientro economico, visto che le frequenze sono state messe all\u2019asta dal governo per una somma di 300 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Alla fine del XIX secolo, grazie anche alla scoperta dell\u2019oro, il \u201cPaese della grande nuvola bianca\u201d vide una forte ascesa economica, accompagnata da una delle legislazioni sociali pi\u00f9 avanzate. Fu per esempio il primo Paese al mondo a riconoscere il diritto di <b>voto alle donne<\/b> (nel 1893), ad adottare una legge fondiaria che consentiva l\u2019accesso dei lavoratori al possesso della terra e ad istituire una pensione di vecchiaia. Oggi la Nuova Zelanda ha un tasso di scolarizzazione altissimo, possiede un sistema di sicurezza sociale tra i pi\u00f9 progrediti e la polizia gira disarmata. Un esempio del welfare neozelandese ci arriva da ci\u00f2 che \u00e8 successo ad Albert Buitenhuis, cuoco sudafricano, alla sua richiesta di prolungamento del permesso di soggiorno. Il cuoco si \u00e8 visto rifiutare la domanda proprio per il suo eccessivo peso, visto che 130 kg significano un probabile maggior costo per il Servizio Sanitario Nazionale. Secondo l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, infatti, gli abitanti delle isole del Pacifico sono fra i pi\u00f9 <b>obesi<\/b> del mondo, quindi l\u2019Ufficio Immigrazione ha dovuto mettere in atto le istruzioni ricevute dal Governo per tentare di ridurre il tasso di obesit\u00e0 della popolazione, soprattutto delle persone provenienti da altri paesi.<\/p>\n<p>La <b>lingua<\/b> dei Maori era quasi scomparsa, ma oggi si insegna di nuovo nelle scuole, a fianco di quella inglese. Si stima che i Maori in Nuova Zelanda siano oggi poco meno di 700.000. Soltanto nel 2005 il <i>Maori Party<\/i> ha preso parte alle elezioni, riuscendo a portare 4 propri deputati nel governo. Come spesso succede, sono i giovani ad esibire l\u2019orgoglio della propria gente nella maniera pi\u00f9 violenta. La Nuova Zelanda, in effetti, pur essendo un paese efficiente dal punto di vista sociale, ha il triste primato del maggior numero di <b>gang giovanili<\/b> in rapporto alla\u00a0popolazione: nel 2010 se ne contavano almeno 70 ufficiali, su quattro milioni di abitanti, soprattutto nell\u2019Isola del Nord, a maggioranza Maori. La cittadina di Wairoa, vicina all\u2019elegante Napier, ha visto nel corso del 2010 ben 5 omicidi legati ad una rissa. Fra gli 8 mila abitanti si conta un\u2019ottantina di giovani appartenenti ai Mongrel Mob o ai Black Power, a fronte dei 18 poliziotti cittadini. Insomma, \u00e8 evidente che i problemi esistano anche per uno stato ben organizzato come la Nuova Zelanda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad ogni modo, i \u201c<i>kiwi<\/i>\u201d sono gente tosta. Era nato a Tuakau, cittadina poco a sud di Auckland, <b>Edmund Hillary<\/b>, il primo conquistatore della vetta dell\u2019Everest insieme allo <i>sherpa<\/i> Tenzing Norgay. Celebre in tutto il mondo \u00e8 la squadra di rugby neozelandese, gli \u201c<b>All Blacks<\/b>\u201d, che ha preso dalla tradizione maori l\u2019altrettanto celebre <i>haka<\/i>, la danza (erroneamente considerata una danza di guerra) che precede ogni match della fortissima e temuta compagine. Altrettanto note sono le imbarcazioni da regata che hanno saputo dominare nella <b>Coppa America<\/b> di vela.<\/p>\n<p>Pur rimanendo nell\u2019ambito del Commonwealth, la Nuova Zelanda \u00e8 indipendente dal 1931, con uno Statuto ratificato soltanto nel 1947, anche se si considerava una ex-colonia gi\u00e0 dalla fine dell\u2019Ottocento. Oggi, secondo i dati OCSE, Ao-Tea-Roa \u00e8 ai primi posti per capacit\u00e0 di attrarre giovani studiosi da tutto il mondo. Pi\u00f9 di un terzo dei <b>dottorandi<\/b> nelle universit\u00e0 del Paese proviene dall\u2019estero (la media negli atenei europei \u00e8 del 18% e in Italia \u00e8 del 9%). I cervelli in arrivo da fuori sono visti come una preziosa opportunit\u00e0, per un Paese a bassa densit\u00e0 di popolazione e con scarsa presenza di industrie.<\/p>\n<p>Tra le principali attivit\u00e0 economiche dei Maori vi sono infatti, ancora oggi, la lavorazione ad intaglio del legno e la produzione di <b>tessuti <\/b>particolari, sviluppata fin da quando furono costretti ad adattarsi al clima pi\u00f9 rigido delle nuove \u201cterre della lunga nuvola bianca\u201d: cominciarono a filare una specie di lino del luogo, che utilizzano per ogni necessit\u00e0, perfino per le vele delle loro \u201c<i>waka taua<\/i>\u201d. Un altro aspetto interessante della cultura Maori \u00e8 la lavorazione della <b>giada<\/b>, proveniente dall\u2019Isola del Sud, che per tale produzione \u00e8 infatti chiamata <i>Te Wai Pounamu<\/i>, \u201cl\u2019acqua della giada\u201d. I \u201c<i>tiki<\/i>\u201d, i caratteristici ciondoli di giada, secondo tradizione contengono il \u201c<i>mana<\/i>\u201d degli avi, la loro energia e il loro spirito.<\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0 per i torinesi. Nella citt\u00e0 sabauda si tiene ogni due anni la manifestazione \u201c<b>Terra Madre<\/b>\u201d, che raduna la popolazione rurale di ogni parte del mondo, allo scopo di salvaguardare la cultura contadina delle varie regioni della terra. Heeni Kiri Hoterene, una contadina maori, fu la madrina della cerimonia di apertura dell\u2019edizione del 2008, in rappresentanza della propria etnia. In quel periodo era incinta, e proprio in onore del grande evento diede alla figlia, nata nel 2009, il nome di <i>Terra Madre<\/i>.<\/p>\n<div id=\"attachment_318\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/mondo\/salvate-i-gatti-maori\/attachment\/milford-sound-nuova-zelanda\/\" rel=\"attachment wp-att-318\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-318\" class=\"size-medium wp-image-318\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Milford-Sound-Nuova-Zelanda-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Milford-Sound-Nuova-Zelanda-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Milford-Sound-Nuova-Zelanda-600x450.jpg 600w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Milford-Sound-Nuova-Zelanda-106x80.jpg 106w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Milford-Sound-Nuova-Zelanda-200x150.jpg 200w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Milford-Sound-Nuova-Zelanda.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-318\" class=\"wp-caption-text\">Milford Sound, Nuova Zelanda<\/p><\/div>\n<p>Che la Terra dei Maori sia diversa da tutte le altre, \u00e8 dimostrato soprattutto dall\u2019aspetto\u00a0straordinario della flora e della fauna. <b>Zealandia<\/b> era il nome del continente, esteso circa il doppio dell\u2019Australia, staccatosi dall\u2019Antartide circa 100 milioni di anni fa e successivamente dall\u2019Australia stessa. La Nuova Zelanda altro non \u00e8 che la parte emersa di questa terra, inabissatasi circa 50 milioni di anni fa, e ci\u00f2 ha dato al Paese una delle sue principali caratteristiche, l\u2019esistenza di specie animali e vegetali uniche al mondo. Il 90% della fauna neozelandese non si trova in nessuno altro luogo del mondo, anche perch\u00e9 l\u2019isolamento geologico, durato milioni di anni, ha reso impossibile l\u2019arrivo di nuove specie. Gli unici mammiferi presenti sulle isole prima dell\u2019arrivo dell\u2019uomo erano foche, delfini ed alcune specie di pipistrelli. Questo ha creato un\u2019evoluzione unica, cio\u00e8 un ecosistema <b>privo di predatori<\/b> (non esistono neanche serpenti!), nel quale molte specie di uccelli hanno smesso di volare, non avendone la necessit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019elenco delle <b>specie rare<\/b> \u00e8 lunghissimo. Si va dai capodogli ai delfini di Hector, i delfini pi\u00f9 piccoli al mondo, alla <i>tuatara<\/i>, rettile preistorico, al <i>wetas<\/i>, cavalletta pi\u00f9 grossa di un topo, fino alle lumache giganti, grandi quanto una mano, anch\u2019esse in via di estinzione. E le vespe locali, che prosperano a volte in sciami numerosi e nidi molto pericolosi. Poi gli uccelli, primo fra tutti il <i>kiwi<\/i>, notturno e schivo, grosso pi\u00f9 o meno quanto un pollo, che \u00e8 talmente noto da dare per estensione il soprannome ai Neozelandesi. Poi il <i>weka<\/i>, una specie di gallina, e il <i>kakapo<\/i>, <b>pappagallo<\/b> notturno. Il nome di quest\u2019ultimo \u00e8 Maori e significa appunto \u201cpappagallo della notte\u201d. \u00c8 l\u2019unico pappagallo al mondo che non sia in grado di volare perch\u00e9 troppo pesante (pu\u00f2 raggiungere i 7 kg), ed uno degli uccelli pi\u00f9 longevi, con una vita che pu\u00f2 superare i 60 anni. Inoltre si possono ricordare il cormorano, il \u201cpinguino occhio giallo\u201d, l\u2019albatro, lo <i>shearwater<\/i>, lo <i>stilt<\/i>, il <i>petrel<\/i>, l\u2019airone testa bianca, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Molte di queste specie animali corrono un serio rischio di <b>estinzione<\/b>.\u00a0Tra i maggiori imputati, i gatti.\u00a0La questione sembra leggera ma non lo \u00e8 affatto, per i locali. I Neozelandesi amano moltissimo i gatti, si parla di una popolazione felina di circa 1 milione e 400 mila individui, a fronte di poco pi\u00f9 di 4 milioni e 300 mila abitanti del Paese. Inoltre, gli animali sono abitualmente lasciati liberi di muoversi nel giardino che ogni abitazione del Paese possiede, cosa che permette ai gatti di cacciare indisturbati. Una delle proposte, infatti, \u00e8 quella di tenere i gatti in casa durante il giorno, \u201c<i>come fanno gli Europei<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Nel gennaio 2013, l\u2019illustre <b>economista<\/b> ed ambientalista Gareth Morgan, autore di libri e filantropo, ha dato vita ad una campagna anti-micio attraverso il sito \u201cCats to go\u201d (<i>i gatti se ne devono andare<\/i>), nel quale vengono ribadite le teorie esposte in precedenza, integrandole con immagini, descrivendo i gatti come <b>serial killer<\/b> e indicandoli come la specie pi\u00f9 sadica esistente in natura, con frasi del tipo \u201c<i>la piccola palla di pelo che possedete \u00e8 un assassino<\/i>\u201d. Oltre ai consigli che venivano forniti da Zealandia, Morgan suggerisce di dotarli di un collare con un campanellino o di un microchip e, ovviamente, di sterilizzarli.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/mondo\/salvate-i-gatti-maori\/attachment\/m_7\/\" rel=\"attachment wp-att-176\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-176\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/m_7-300x245.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"245\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/m_7-300x245.jpg 300w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/m_7.jpg 352w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Inutile dire che anche questo sito ha ricevuto moltissime critiche. Bob Kerridge, amministratore delegato della SCPA, <i>Society for the Prevention of Cruelty to Animals<\/i>, parla di teoria \u201cstrampalata e offensiva\u201d: \u201c<i>La gente considera il gatto un membro della famiglia. Perci\u00f2, francamente, Morgan sta cercando di privare tutti noi della libert\u00e0 civile di scegliere chi vogliamo in casa nostra<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>A ben guardare nella storia della Nuova Zelanda, furono proprio i Maori a causare i primi danni. Non riuscendo, a causa del clima rigido, a coltivare il loro alimento principale, le <i>kumara<\/i>, specie di patate dolci, i <b>guerrieri <\/b>Maori non poterono fare altro che dare la caccia alla ricchissima fauna delle isole, tra i quali i giganteschi uccelli <b><i>moa <\/i><\/b>citati da Pratt, simili agli struzzi ed altrettanto incapaci di volare, causandone l\u2019estinzione. Introdussero inoltre specie fino ad allora estranee, come i cani o le stesse patate, che in seguito riuscirono a coltivare, insieme a nuove piante resistenti al clima pi\u00f9 freddo. Con l\u2019arrivo dell\u2019uomo e di altri mammiferi predatori, molte specie locali di uccelli hanno cominciato\u00a0 a sparire, proprio perch\u00e9, non volando, sono facili prede. I Maori hanno portato con s\u00e9 il cane e, involontariamente, i topi. Gli Inglesi hanno portato il gatto, i maiali, i cinghiali e gli allevamenti di animali da pelliccia o da alimentazione: opossum, ermellini, conigli, furetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio\u00a0 in Nuova Zelanda, nel 1979, si era studiato l\u2019ecosistema di una piccola isola, dalla quale i gatti erano scomparsi completamente. \u00c8 stato riscontrato che in pochi anni il numero dei topi era quadruplicato, fatto che a sua volta ha prodotto effetti devastanti per l\u2019<b>ambiente<\/b>, come la diminuzione degli uccelli, in questo caso dei gabbiani, le cui uova sono un pasto ghiottissimo per i roditori. Se dunque i circa 220 milioni di gatti domestici viventi di colpo sparissero, sarebbero dolori per\u00a0 cigni, anatre e gabbiani, e probabilmente aumenterebbero i predatori che, come il gatto, si nutrono di piccoli roditori, tipo volpi e lupi. Un mondo senza gatti, oltre che pi\u00f9 povero dal punto di vista umano, sarebbe dunque un luogo inquietante, in cui i topi spadroneggiano inseguiti soltanto da grossi carnivori selvatici. Forse quindi la loro sparizione, sia pure favorevole per una ripresa demografica di molte specie avicole autoctone, non sarebbe che una nuova \u201cbomba ad orologeria ecologica\u201d, pronta a causare a catena altri effetti deleteri.<\/p>\n<p>Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa mia gente \u00e8 venuta da Pora-Pora in grandi canoe. Vennero con tre grandi imbarcazioni che avevano nome Tainvi, Tokomaru e Arawa, orientandosi sul volo degli uccelli, sulla direzione di onde e correnti e, di notte, guardando le stelle. 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