{"id":1130,"date":"2021-12-05T12:09:08","date_gmt":"2021-12-05T12:09:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/?p=1130"},"modified":"2021-12-05T12:09:11","modified_gmt":"2021-12-05T12:09:11","slug":"una-goccia-a-sostegno-di-chi-non-ce-la-fa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/solidarieta\/una-goccia-a-sostegno-di-chi-non-ce-la-fa\/","title":{"rendered":"Una &#8220;Goccia&#8221; a sostegno di chi non ce la fa"},"content":{"rendered":"\n<p>Si chiama FEAD, acronimo per <em>Fund for European Aid to Deprived<\/em>, Fondo Europeo di Aiuto agli Indigenti. Si tratta di un programma creato dall\u2019allora presidente della Commissione europea Jacques Delors, in seguito ad un inverno particolarmente rigido, allo scopo di utilizzare le eccedenze agricole per aiutare i cittadini europei pi\u00f9 svantaggiati. Prima gestito dalla Direzione Agricoltura, \u00e8 passato alla Direzione Occupazione, politiche sociali e inclusione. La relazione della Corte dei Conti Europea del 2019 definisce le \u2018persone indigenti\u2019: \u201c<em>Persone fisiche, singoli, famiglie e nuclei familiari o gruppi composti da tali persone, la cui necessit\u00e0 di assistenza \u00e8 stata riconosciuta in base ai criteri oggettivi fissati dalle competenti autorit\u00e0 nazionali in consultazione con le parti interessate, evitando conflitti di interessi, o definiti dalle organizzazioni partner e approvati da dette autorit\u00e0 nazionali, che possono includere elementi tali da consentire di indirizzare il sostegno verso le persone indigenti in determinate aree geografiche<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle organizzazioni citate \u00e8 sicuramente il Banco Alimentare, conosciuto per le raccolte periodiche nei supermercati italiani. A Pinerolo \u00e8 il Centro Ecumenico di Ascolto che, tramite il suo Emporio Solidale \u201cUna goccia\u201d, si incarica di distribuire gli aiuti del Banco Alimentare, e non solo quelli, a tali persone.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201c<em>\u2026Un ordine culturale, sociale ed economico che sempre meno ha posto per le persone pi\u00f9 fragili e vulnerabili; \u00e8 inaccettabile che qualsiasi essere umano non possa mangiare secondo la sua fame, o poggiare la sua testa in un luogo sicuro e non sia considerato come membro a pieno titolo del corpo sociale<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che lo Statuto del Centro, nella sua premessa, sostiene in tema di povert\u00e0, esclusione, precariet\u00e0, solitudine e disoccupazione. Emporio Solidale \u00e8 il frutto della collaborazione tra le Chiese Cattolica e Valdese, e deve rispettare questi principi. \u201c<em>Si pu\u00f2 dire che sono il massimo obiettivo che ci si propone. Quello che facciamo \u00e8 molto pi\u00f9 semplice<\/em>\u201d, afferma Mario Bert, l\u2019anima di Emporio Solidale, che ci racconta l\u2019attivit\u00e0 insieme a sua moglie, Marinella Doria. \u201c<em>Noi non facciamo elemosina e non risolviamo le situazioni, ma occorre prendere atto che le situazioni sono da risolvere<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Voi puntate a dare dignit\u00e0 alle persone.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Esatto. Il Centro esiste da trent\u2019anni, da otto siamo diventati un\u2019associazione e sette anni fa abbiamo aperto l\u2019Emporio. Una volta usufruivamo soltanto di quanto ci dava il Banco Alimentare: prodotti provenienti dall\u2019Unione Europea, o dalla raccolta effettuata nei supermercati, o da donazioni da parte di aziende o privati. Era assegnato in base al numero degli iscritti, col risultato che le quote spettanti ad ognuno erano ridicole: un po\u2019 di pasta, olio, biscotti in scadenza dalle aziende, ecc. Una borsa altamente insufficiente, cui aggiungevamo, grazie all\u2019otto per mille della Chiesa Valdese, un buono da spendere in un supermercato, pi\u00f9 che altro per le famiglie con figli. Era un\u2019elemosina, metteva a disagio loro e perfino noi. Con l\u2019apertura dell\u2019Emporio, abbiamo ora un minimarket con prodotti alimentari e per l\u2019igiene personale e ambientale<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sempre dal Banco Alimentare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Per il 20%. Il resto arriva dalle offerte dei privati e dai supermercati, da cui acquistiamo o raccogliamo prodotti in scadenza oppure ortofrutta non presentabile, che verrebbe buttata: abbiamo quindi anche una funzione di recupero ambientale. L\u2019Emporio vive perci\u00f2 sempre delle offerte: che sia l\u2019otto per mille, o qualcuno che passa con borse in dono, o ancora commercianti e agricoltori che ci portano qualche cassa di patate o altro. Offerte in aumento dall\u2019inizio della pandemia di Covid-19, insieme al fenomeno della \u201cspesa sospesa\u201d nei supermercati: la pandemia ha alimentato il senso di solidariet\u00e0. Riceviamo inoltre diverse offerte in denaro: abbiamo avuto in passato ben tre lasciti testamentari. Il primo ci ha permesso di aprire, il secondo ci ha sollevato due o tre anni fa da una situazione critica, e l\u2019ultimo quest\u2019anno<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pinerolo \u00e8 una citt\u00e0 molto solidale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>In effetti, s\u00ec. Due anni fa sistemammo un gazebo davanti al Comune, per promuovere il nostro progetto. Se la solidariet\u00e0 \u00e8 documentata e verificabile, la gente \u00e8 ben disposta alla generosit\u00e0. Qui pu\u00f2 venire chiunque: la gente si ferma a leggere il manifesto all\u2019esterno, e noi usciamo volentieri fuori dalla porta per fare due chiacchiere. C\u2019\u00e8 chi passa di qua per portare borse piene di roba: la gente semplice offre ci\u00f2 che pu\u00f2, chi sta meglio offre qualcosa di pi\u00f9. L\u2019importante \u00e8 avere la certezza che il gesto vada a buon fine<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Avete notato una differenza tra il periodo attuale, in pandemia, e il periodo precedente, per quanto riguarda il tipo di persone che si rivolgono a voi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Nel 2019 i nuclei familiari iscritti erano 440, pi\u00f9 di mille persone, poi \u00e8 arrivato il reddito di cittadinanza, e molti non hanno pi\u00f9 avuto bisogno del nostro aiuto. Nel 2020 siamo passati da 231 ai 270 di fine anno<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei quindi ci sta parlando di circa 250 nuclei familiari che ogni mese vengono a ritirare da voi un sostegno concreto: significa 250 famiglie, a Pinerolo, che non ce la fanno!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>E sono soltanto quelle che conosciamo. Si parla di povert\u00e0 estrema, noi abbiamo un limite di accoglienza molto basso: per conto del progetto europeo, noi potremmo accogliere richieste fino a 6000 euro di reddito ISEE, ma molti viaggiano su cifre dallo zero ai 1500, fino a 3000 euro. Persone che l\u2019anno scorso hanno perso il lavoro, con un\u2019attenzione particolare ai nuclei singoli e ai genitori single<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi c\u2019\u00e8 una verifica delle reali condizioni economiche, per accordare il sostegno?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Parla Marinella: \u201c<em>Le persone vengono con l\u2019ISEE e i documenti che attestano la disoccupazione o l\u2019iscrizione al Centro per l\u2019Impiego. Inseriamo i dati nel nostro programma, dalla cifra che risulta viene detratto l\u2019importo dell\u2019affitto, dividendo la rimanenza per i componenti il nucleo familiare. Siamo in contatto con il CISS e gli assistenti sociali, per verificare se ci si presentano casi sospetti, se c\u2019\u00e8 qualcuno che richiede il sostegno non avendo diritto; a volte sono gli stessi servizi, a segnalarcelo. In ogni caso, l\u2019ISEE \u00e8 obbligatorio, per aderire al progetto della UE. Chiaramente non emerge il lavoro nero: non possiamo sapere se chi ci presenta un documento di disoccupazione non abbia un reddito non ufficiale; \u00e8 ovvio che non vivano d\u2019aria, quindi pu\u00f2 succedere<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parliamo del Progetto Alimentare Europeo. Prima era gestito dall\u2019Unione, da due anni fa capo al welfare nazionale. Funzionava meglio prima?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Meglio adesso. Prima non si poteva influire sulla scelta dei prodotti, adesso potendo dialogare (noi lo facciamo attraverso il Banco Alimentare), siamo riusciti a far mettere nel paniere alcuni prodotti e lasciar perdere qualcosa che non interessava a nessuno. E siamo anche riusciti a correggere la presentazione di alcuni prodotti: ad esempio, prima ci arrivava la pasta in pacchetti con la scritta \u2018pasta per indigenti\u2019, era evidente che fosse un\u2019elemosina, e molti esitavano a prenderli. Ora arrivano prodotti normali<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>All\u2019Emporio vengono anche persone non iscritte?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>No. Il primo passo \u00e8 sempre il Centro d\u2019Ascolto, cui ci si iscrive, si presentano tutti i documenti, e si prenota la fornitura, dopo aver assegnato il punteggio. Prima entravano nell\u2019Emporio mostrando la tessera con il codice fiscale, in questo periodo di emergenza facciamo tutto per telefono: si prenota la borsa con i prodotti, dalla mattina per il pomeriggio<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In cosa consiste l\u2019ascolto? C\u2019\u00e8 anche un ascolto psicologico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Succede, a volte. Il personale arriva quasi interamente dalla scuola, abituato a trattare con le persone, sono tutti ex insegnanti. Accade che ci chiamino persone con problemi di violenza, oppure ragazzi che hanno bisogno di parlare, per esempio di problemi di omosessualit\u00e0; in quel caso si ascoltano e si indirizzano ad associazioni specifiche, come Svoltadonna, per esempio. In questo periodo molti vengono per il pagamento delle bollette, cui contribuiamo o addirittura paghiamo interamente. Nel 2020 le Chiese Cattolica e Valdese ci hanno donato 30.000 euro, come fondo specifico per il pagamento delle utenze ai pi\u00f9 bisognosi. Noi non ne teniamo neppure un centesimo, n\u00e9 consegniamo denaro a nessuno, per farlo: abbiamo un tetto di 300 euro per ogni assistito, ma \u00e8 successo diverse volte che la situazione che ci si \u00e8 presentata ci ha indotto a superarlo. Porre un limite \u00e8 un modo per responsabilizzare le persone, affinch\u00e9 non vengano da noi dando per scontato il pieno pagamento delle bollette. Qualcuno addirittura vorrebbe rinunciare agli aiuti alimentari, in cambio del sostegno sulle utenze, ma questo esula dal nostro compito, non possiamo farlo che in modo marginale<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che percentuale di stranieri avete?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Quest\u2019anno abbiamo 70 nuclei familiari italiani e 161 stranieri. Fino all\u2019anno scorso avevamo un 50% di stranieri, ma molte famiglie italiane hanno avuto il reddito di cittadinanza. Abbiamo 76 famiglie dal Marocco, 21 dalla Romania, 16 dall\u2019Albania, 12 dalla Nigeria, poi tutti gli altri: Brasile, Egitto, Per\u00f9, Ghana, Lettonia, Lituania, Bangla Desh, Burkina Faso. La comunit\u00e0 pi\u00f9 numerosa \u00e8 quella marocchina<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un luogo comune vuole che gli africani abbiano poca voglia di lavorare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Mah, credo che non si possa generalizzare. Anche tra gli italiani c\u2019\u00e8 gente che ha poca voglia. Certo, c\u2019\u00e8 chi si \u00e8 reso conto che con un po\u2019 di elemosina e piccoli aiuti pu\u00f2 sopravvivere, ma questo succede anche a molti italiani. Abbiamo un certo numero di \u2018border line\u2019 che un po\u2019 per anzianit\u00e0, un po\u2019 per disabilit\u00e0, vivono senza cercare un lavoro, in questo modo. Dipende dal percorso di ognuno, dalle sue esperienze e dal carattere<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oltre alla distribuzione alimentare, avete altre attivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>No, non ce la faremmo. Abbiamo 43 volontari, la maggior parte lavora e non riuscirebbe a svolgere altra attivit\u00e0 che questa. C\u2019\u00e8 il presidente, Mario Bert, poi una decina di persone che si alternano all\u2019ascolto, sei volontari che con un furgone vanno 3 o 4 volte alla settimana nei supermercati, a ritirare e scaricare i prodotti, e una persona che si occupa dei conti da far quadrare: un lavoro enorme, basti pensare alla gestione dei pagamenti delle bollette. Inoltre abbiamo un volontario che si occupa di andare di persona nei punti vendita (prevalentemente Eurospin, a volte il Lidl), per visionare i prodotti e trovare le offerte pi\u00f9 convenienti. Lui prenota e il furgone passa poi a ritirare. Anche questo \u00e8 un lavoro prezioso e non facile, perch\u00e9 richiede una visione dei consumi, quanti e quali prodotti procurarsi e quando, anche a seconda dalla stagione. Infine ci sono tutti gli altri volontari, che fanno i turni per preparare le borse, per selezionare e pulire verdura e frutta, per inserire nelle borse gi\u00e0 pronte i prodotti deperibili arrivati all\u2019ultimo momento: carne, formaggi, ecc. Sono una ventina di persone, pi\u00f9 un\u2019altra decina nel magazzino, dove si occupano di caricare e scaricare quando arriva il carico del Banco Alimentare. Tra di loro abbiamo studenti, e abbiamo immigrati mandati dalla Diaconia Valdese a svolgere il tirocinio<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 bello che ci siano molte persone che abbiano voglia di aiutare gli altri e di essere utili alla societ\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>A questo proposito, abbiamo calcolato in base ai valori di mercato quanto abbiamo distribuito con quanto abbiamo ricevuto. Messi a confronto i dati, risulta un valore circa doppio. Significa che abbiamo abbassato a quasi met\u00e0 il costo della vita delle persone che abbiamo aiutato. Questo \u00e8 il valore economico del volontariato. Molti settori della nostra societ\u00e0 sono in mano al volontariato, altrimenti non potrebbero reggere. Per quanto riguarda i migranti, sono sfruttati, perch\u00e9 la gente tende a pagarli meno possibile<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Bert-1-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Bert-1-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1111\" width=\"167\" height=\"407\" srcset=\"http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Bert-1-3.jpg 251w, http:\/\/www.emporioglobale.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Bert-1-3-123x300.jpg 123w\" sizes=\"auto, (max-width: 167px) 100vw, 167px\" \/><\/a><figcaption>Mario Bert<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Chi \u00e8 stato l\u2019ideatore di tutto questo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Se parliamo dell\u2019Emporio Solidale, sono stato io, quando sono andato in pensione: osservando gli Empori Solidali gi\u00e0 esistenti a Parma, Brescia e altre citt\u00e0, ho pensato di applicare l\u2019idea anche qui. Ne ho parlato con il direttivo, considerando anche il lascito che era arrivato, i 50.000 donati dal canonico Giovo: li ho convinti che avremmo moltiplicato i risultati, utilizzando questi fondi per acquistare i prodotti direttamente, invece di consegnare alla gente i buoni da spendere. Abbiamo avuto una forte adesione, che ci ha permesso di strutturare e dare solidit\u00e0 al sistema di aiuti. In Piemonte siamo stati i primi, oggi gli Empori sono numerosi, soprattutto nella Granda e anche a Torino: funziona, \u00e8 un metodo che stimola la generosit\u00e0 dei donatori e nel contempo salvaguarda la dignit\u00e0 di chi riceve. Il solo problema \u00e8 il futuro, non c\u2019\u00e8 ricambio per noi<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prima avete parlato di giovani volontari.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>S\u00ec, ma \u00e8 gente che lavora, o studia, non riesce a garantire un impegno costante come facciamo noi. Sarebbe bene che ci fossero dei giovani a svolgere almeno la parte delle prenotazioni, della cassa, della gestione informatica: il programma gestionale l\u2019ho messo in piedi io, sulla base di quello nazionale gestito da tecnici, cui ogni anno dobbiamo pagare la manutenzione. Abbiamo cercato di risparmiare su tutto, ci ho messo sei mesi ad impostarlo. Se un giorno non ci fossi pi\u00f9 io, ci vorrebbe un giovane, qualcuno che mastichi un po\u2019 di informatica, nel caso fossero necessarie modifiche al programma, altrimenti il sistema si bloccherebbe<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ricordiamo l\u2019indirizzo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>In via del Pino 61 c\u2019\u00e8 l\u2019ascolto, al 64 l\u2019Emporio, uno di fronte all\u2019altro<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi riteniamo che la chiusura ideale di quanto abbiamo provato a descrivere fino a qui, siano le parole poste dallo stesso Mario Bert sul sito web dell\u2019Associazione: \u201c<em>Possiamo riscattare la nostra dignit\u00e0 di uomini difendendo la dignit\u00e0 di chi ci chiede aiuto: ogni parte di umanit\u00e0 calpestata deve farci sentire calpestati nella nostra dignit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si chiama FEAD, acronimo per Fund for European Aid to Deprived, Fondo Europeo di Aiuto agli Indigenti. 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